I bambini inappetenti, come vengono definiti dalle mamme, hanno difficoltà ad apprezzare quanto viene proposto a tavola e sembra non siano mai interessati al cibo o a partecipare al momento del pasto.

Come possiamo comportarci noi genitori?

Il cibo rappresenta per il bambino non solo una necessità biologica ma anche la possibilità di esplorare il mondo dei sensi, partendo da questo il primo consiglio ai genitori è di non essere monotoni e ripetitivi nel proporre i cibi.

É importante sapere che al compimento del primo anno di vita, il bambino ha la capacità di digerire la maggior parte degli alimenti e dal punto di vista neuro-psichico è in grado di orientarsi perfettamente nelle sue scelte alimentari.

6 Consigli per i genitori di bambini inappetenti

  • Coinvolgere il bambino ai pasti. Sarà quindi auspicabile farlo partecipe ai pasti dei genitori, lasciando libertà di pasticciare e giocare.
    Nei limiti del possibile fate partecipi i vostri bambini nella preparazione dei pasti e fate in modo che il momento del pasto sia un momento piacevole, stimolante e armonioso privo di lamentele e diverbi e privo di distrazioni quali televisione o tablet.
  • No alle distrazioni come cartoni animati alla tv, tablet o cellulare.
  • Riproporre il cibo precedentemente rifiutato. Incoraggiate sin dai primi anni di vita, l’esplorazione dei sapori, degli odori e della forma stessa degli alimenti. Se il bambino rifiuta un cibo ancor prima di assaggiarlo, potrebbe semplicemente non trovarlo “appetibile” per la sua forma, per il suo odore o per il suo colore, non scoraggiatevi, attendete un paio di settimane prima di riproporre il cibo precedentemente rifiutato magari in una forma differente.
  • Sane abitudini alimentari per tutta la famiglia. Le abitudini alimentari della famiglia finiscono col condizionare anche le scelte alimentari dei bambini.
  • Proporre piccole porzioni. Incoraggiate i bambini fin da piccoli a masticare bene e servite porzioni piccole lasciando al bambino la possibilità di chiedere il bis o meglio ancora di servirsi da solo, ciò renderà questo momento più stimolante e gratificante per tutti.
    Date al bambino spesso piccole quantità di alimenti nuovi lasciando libertà di sperimentare la novità con
    tutti i suoi sensi , accettando anche eventuali rifiuti senza farvi mai scoraggiare.
  • No ai ricatti. Non corrompete il bambino con la promessa di un dolce come ricompensa ad un pasto consumato completamente o ad un comportamento adeguato, né punitelo lasciandolo senza dessert , darete troppa importanza a quel cibo. Collegare ricompense di dolci con buoni comportamenti insegna ai bambini ad identificare il cibo con un’emozione piuttosto che ad un naturale supporto biologico.

Ricette alternative per bambini inappetenti

Frittura sana

Tutti sanno che il metabolismo del bambino impegnato nella crescita è molto veloce, ma non tutti prestano attenzione all’organo che più degli altri è implicato in questo sforzo: il Fegato.

La vitalità è espressa al massimo grado dai cibi crudi e viene ridotta in forma più o meno marcata dalle differenti modalità di cottura.
Tra queste, voglio spezzare una lancia a favore della frittura troppo spesso demonizzata che se fatta utilizzando olio extravergine d’oliva, portato al massimo della temperatura prima del punto di fumo, garantisce una disidratazione costante, senza il suo assorbimento da parte dell’alimento e la minima alterazione della struttura biochimica del cibo.
La frittura così fatta, rappresenta una forma di cottura appetibile apprezzata e accettata anche dai palati più selettivi, molto digeribile e stimolante la funzione epato-biliare mantenendo attivo ed efficiente il nostro organo d’elezione: il fegato.

Proteine dell’uovo

In età pediatrica, periodo di maggior sviluppo fisico e neuropsichico, non posso non raccomandare il consumo della miglior fonte proteica , rappresentata dall’uovo, cellula gigante fornita di tutto l’indispensabile per la crescita di organi e tessuti, compreso il sistema nervoso, consumato alla coque o al tegamino da entrambi i sessi, lasciando il consumo dell’uovo sodo preferibilmente ai soli maschietti perché va ad esaltare proprio le caratteristiche androgeniche.

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Cibi da evitare

Evitate in modo assoluto lo zucchero e tutti i dolcificanti; il miele va consumato con moderazione e solo dopo i 18 mesi d’età per la possibile presenza di botulino, con moderazione anche il consumo di cioccolata per il contenuto di teobromina, sostanza simile alla caffeina, e acido ossalico che interferisce con l’assorbimento del calcio.

Una cattiva alimentazione nei primi anni di vita può compromettere e condizionare la salute e i comportamenti alimentari e non solo in età adulta.
Per prevenire le malattie si deve partire dall’infanzia con un’alimentazione consapevole quale primo presidio per la tutela della salute.

holla portorecanatiArticolo a cura della Dott.ssa Cinzia Montanari Biologa Nutrizionista

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