Nascita prematura e allattamento prolungato, l'energia di Cecilia e della sua Mamma Chiara

chiara pirani Chiara condivide la sua storia di neomamma…una nascita prematura e il dolce regalo che sceglie di scambiarsi con la sua Cecilia. “Cecilia decide di nascere a 34 settimane. Subito dopo il parto la corsa alla neonatologia per verificare che i polmoni funzionassero e la nutrizione fosse sufficiente alla sua crescita. Divise in un attimo e per alcuni giorni. Uno strappo. Io e mio marito l’andavamo a trovare, cercavamo di baciarle la mano dal buco dell’incubatrice, le cantavamo, le parlavamo, pregavamo con lei. Una mattina un’infermiera mi chiede se l’avevo mai allattata. Cosa? Allattata? “Davvero posso”, rispondo ingenuamente io. Mi invita ad andare a comprare subito un paio di paracapezzoli per essere certi che si attacchi. Vado e torno. Cecilia si attacca…al paracapezzoli. Inizia un iter molto snervante, a tratti svilente il mio essere mamma. La attacco per 5 minuti, poi devo darle il biberon con il latte che mi sono tirata e poi dopo la poppata tirarmi il latte per assicurarle il pasto successivo. L’aiuto della nostra ostetrica è stato fondamentale. Così passo ore sul letto con il seno scoperto ad osservare la piccola Ceci che annusa ed assapora il mio seno. Dopo due mesi e mezzo Cecilia una mattina si attacca naturalmente. Una gioia immensa! Abbiamo trascorso giornate piovose d’inverno attaccate a leggere libri, giornate fredde ma assolate a passeggiare e a ciucciare in fascia, notti che sembravano insonni accompagnate dal latte ristoratore, piccoli raffreddori e malattie infettive supportate dall’unico cibo del corpo e dell’anima: il latte di mamma. Un allattamento che ha visto anche momenti di fatica grande, di pianti miei e di incomprensioni di Cecilia. Una stanchezza che poco tempo fa mi ha portato a dire “Basta!”. Ho cercato di allentare il ritmo delle poppate in accordo con mio marito, concentrandole solo al momento dell’addormentamento. Proprio qualche giorno fa sono scoppiata in un pianto forte sotto la pressione, benevola, di alcune persone a me vicine che mi spingevano a smettere di allattare. Non so se sia “il momento giusto” per smettere di allattare, ma né io né Cecilia sentiamo di poter stare senza quest’intimità solo nostra. Certo la viviamo diversamente da prima…A volte conto fino a dieci e poi lei saluta la sua ciuccia, a volte l’addormenta il papà, a volte allattiamo i peluche e le bambole…si cambia, si cresce…insieme!” Mamma Chiara]]>

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