thankyou-400x2651 Le definizioni del bilinguismo sono state varie e spesso anche contrastanti. Il fenomeno del bilinguismo come stato e come processo è di tale complessità che non può essere ridotto ad una semplice definizione né descrizione. Quando si parla di bilinguismo generalmente ci si riferisce alla capacità di una persona di sapersi esprimere correttamente in due lingue concepite dalla comunità di appartenenza come socialmente distinte (Benelli). Al fine di proporre una esaustiva definizione di bilinguismo, ci si chiede se il contenuto semantico di una lingua sia del tutto coincidente con l’espressione equivalente dell’altra lingua o se a ciascuna delle due espressione corrispondano sistemi di referenza diversi e distinti. A tal proposito Martinet (1966) cerca di far chiarezza chiedendosi se imparare un’altra lingua è mettere etichette nuove su oggetti noti o se invece abituarsi ad analizzare in maniera diversa l’oggetto su cui vertono le comunicazioni linguistiche.  Nel tentativo di arrivare ad una definizione esaustiva, credo sia necessario affermare che in realtà si possono trovare tre diversi tipi di bilinguismo: Bilinguismo simultaneo: apprendimento di due lingue da genitori di diversa madrelingua che le valorizzano entrambe come mezzo di comunicazione e di socializzazione. Il bambino riesce a stabilire equivalenze tra le lingue diventando capace di passare da un insieme di regole linguistiche ad un altro, in modo appropriato, ad un’età precoce  dello sviluppo linguistico e molto tempo prima dell’acquisizione di tutte le regole del linguaggio adulto e rendendosi consapevole dell’esistenza dei due distinti codici (Leopold – Fantini). Questo tipo di bilinguismo è sempre corredato da un maggior sviluppo cognitivo e metacognitivo del bambino, si parla quindi di bilinguismo additivo. Bilinguismo precoce: acquisizione di una seconda lingua prima del compimento del terzo anno di vita. Il bambino sviluppa prima una rappresentazione linguistica nella quale c’è una sola lingua, e in un secondo momento ne introduce una successiva. Anche in questo caso, si svilupperà un bilinguismo additivo se  l’ambiente familiare o scolastico attribuiscono ad entrambe le lingue pari importanza, se viene dato pari valore al proprio gruppo etnico e a quello dominante. In caso contrario di parlerà di bilinguismo sottrattivo. Bilinguismo tardivo: apprendimento della seconda lingua in ambito scolastico, a partire dal sesto o settimo anno di età. Il bambino si esprime in un solo codice linguistico e vive in un ambiente prevalentemente monolingue. E’ chiaro che il fenomeno del bilinguismo sia un concetto relativo. E’ opportuno quindi non porsi mai la domanda: “Questa persona è bilingue?” ma piuttosto: “In che modo è bilingue?” (Elisabeth Deshays). Concludo questo articolo lasciandovi altre definizioni nonché spunti di riflessione e con la domanda: IN CHE MODO SIETE BILINGUI? Beatens Beardsmore “Il bilinguismo è un doppio mezzo, necessario o opzionale, di comunicazione efficace fra due o più mondi che utilizzano due sistemi linguistici”. Titone (1995) “La bilingualità implica un grado di competenza comunicativa sufficiente per una comunicazione efficace in più di una lingua; l’efficacia richiede l’abilità di capire correttamente il significato dei messaggi e/o l’abilità di produrre messaggi intelleggibili in più codici”. Hamers e Blanc (1989) parlano anche di: ñ  Bilinguismo bilanciato, quando si possiedono equivalenti capacità in due o più lingue; ñ  Bilinguismo dominante, quando la competenza è superiore in uno dei due codici, di solito la lingua madre. Elisabeth Deshays: “La parola bilinguismo indica la capacità di un individuo di utilizzare due lingue con una correttezza fonetica, sufficiente per eliminare ogni ostacolo alla buona comprensione di ciò che dice e con una padronanza del vocabolario e delle strutture grammaticali paragonabile a quella di un autoctono dello stesso ambiente sociale e culturale”. N. F. Mackey fornisce diversi tipi di bilinguismo: ñ  coloro che parlano due lingue correntemente, la cui lingua materna continua ad esercitare una influenza importante sull’uso e la pronuncia della seconda lingua; ñ  coloro che parlano due lingue, ma nessuna delle due come un madrelingua; ñ  coloro che pronunciano alla perfezione due lingue, ma padroneggiano solo parzialmente la grammatica di una delle due; ñ  coloro che padroneggiamo un vocabolario ugualmente esteso in due lingue, ma in campi molto diversi.  Dott.ssa Mascia Calcich Interprete e Traduttrice cell. 392/4913325 masciacalcich@hotmail.it www.masciacalcich.com Facebook : Diventare & Crescere Bilingui  ]]>