Perché U si pronuncia IU e UP si pronuncia AP e non IUP? La pronuncia Inglese

Non ci sono regole di pronuncia
“ Vi è un solo modo per imparare con sicurezza la pronuncia inglese, e consiste nell’apprendere la pronuncia di ogni singolo vocabolo, allo stesso modo che se ne impara l’ortografia ed il significato. Le irregolarità, le eccezioni ed i contrasti che si riscontrano nella fonetica inglese sono tanti che solo più tardi, quando ormai si conosca per pratica la pronuncia di centinaia di parole, le regole, cioè la constatazione di uniformità ed analogie, riescono di qualche utilità.”
Da Alessandro Polo, Grammatica metodica della Lingua inglese.
Abbiamo studiato l’inglese per anni, sappiamo a memoria ogni regola grammaticale, con tutte le sue eccezioni, eppure una volta atterrati in un paese anglosassone, non siamo in grado di farci capire. Perché?
Nell’apprendimento della lingua inglese, ci si concentra maggiormente sulla grammatica, sul vocabolario, sulle esercitazioni di scrittura e lettura, e ci si dimentica purtroppo di un elemento di grande importanza: della pronuncia (e quindi della fonetica).
Sono d’accordo sul fatto che la cosa più importante quando si parla una lingua straniera sia la capacità di capire e di farsi capire dalle persone con cui comunichiamo, a volte però è proprio la mancanza di una corretta pronuncia a porsi come ostacolo nella trasmissione del messaggio, pur avendo, probabilmente, utilizzato tutte le forme grammaticali corrette e i vocaboli più adatti.
Se partiamo dal fatto che la lingua italiana si legge proprio così come è scritta, la prima cosa che mi viene in mente è che nella lingua inglese ci sono molte lettere dell’alfabeto che, a seconda del termine in cui si trovano, diventano mute. Alcuni esempi (la lettera in grassetto è la lettera muta):
Bomb, bomba
Lamb, agnello
Handkerchief, fazzoletto
Foreigner, straniero
Assign, assegnare
Isle, isola
Castle, castello
La lingua italiana usa solo 4 vocali, A, E, I, O, U, mentre la lingua inglese ne possiede una ventina (tra lunghe, corte e doppie).
Molte delle parole inglesi sono scritte e pronunciate in modo diverso. L’esempio più comune è la “oo” come in BLOOD, POOL e FLOOR, che viene pronunciata una volta “a”, una volta “u” e una volta “o”.
Molti errori commessi da chi studia l’inglese sono dovuti all’omofonia, fenomeno pressoché inesistente della lingua italiana, cioè alla presenza di parole diverse sia nel significato sia nella grafia, ma che si pronunciano in modo identico o molto simile, es. :
Rain = pioggia Reign = regno
Which = quale Witch = strega
Come possiamo essere sicuri che stiamo parlando di SHIPS – barche e non di SHEEPS – pecore?
Un altro esempio è il termine inglese DEBT (“debito”) si legge /det/ e non /debt/ come invece ci si potrebbe aspettare. Se non si è consci di questo fatto, si rischia di confondere la parola con /deθ/, che corrisponde a DEATH, “morte”.
In questo caso, così come in diversi altri, ci sono delle ragioni storiche ben precise, l’inglese possiamo dirlo, si è formato sotto l’influenza di invasioni di diverse tribù durante la storia, eventi che hanno sempre lasciato le loro tracce nella lingua.
Esempi di pronunce inglesi inaspettate ce ne sono tantissimi. Ma come mai, è così importante conoscere la pronuncia delle singole parole? Non si tratta di pignoleria, ma più che di “dire bene” si tratta di “capire bene”.
Qualche consiglio?
Conoscere i simboli fonetici, leggere la pronuncia fonetica dei termini, utilizzare sempre più spesso il dizionario monolingue per capire quale “sfumatura” del termine più rappresenta quello che intendiamo dire, leggere e ripetere ad alta voce, fare più listening in lingua originale…
Dott.ssa Mascia Calcich
Interprete e Traduttrice
cell. 392/4913325
email: masciacalcich@hotmail.it
web: www.masciacalcich.com
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