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Dott.ssa Federica Natalucci del Centro Multidisciplinare “Si può fare” di Chiaravalle. Per fare diagnosi di DSA è necessario innanzitutto seguire i criteri stabiliti dalla Consensus Conference dove sono indicati alcuni criteri di inclusione ed esclusione.
Il criterio principale è quello della discrepanza tra abilità specifiche, lettura, ortografia, grafia, calcolo e intelligenza generale.
Se siamo di fronte ad un QI inferiore alla media non è possibile fare diagnosi di DSA, viceversa se il QI è nella norma. A questo criterio si affianca la necessità di escludere la presenza di deficit sensoriali o neurologici, disturbi della sfera emotiva ma anche situazioni di svantaggio socio-ambientale che potrebbero interferire con un’adeguata istruzione.

Come avviene la diagnosi di DSA

La diagnosi può essere effettuata solo tramite test standardizzati presso il servizio UMEE del territorio, centri accreditati o nella nostra Regione, anche da professionisti privati purché convalidata dalla ASL. Dopo aver svolto i test, l’equipe multidisciplinare formata da uno psicologo, un logopedista e un neuropsichiatra infantile redige una relazione che contiene i risultati ai test, la diagnosi del disturbo specifico di apprendimento individuato e le strategie da adottare per migliorare l’apprendimento del bambino.

Quando avviene la diagnosi di DSA

La diagnosi di dislessia, disortografia e disgrafia può essere fatta alla fine della seconda elementare, mentre quella di discalculia alla fine della terza, è altrettanto vero che si può vedere se ci sono difficoltà nelle varie aree, addirittura si può sondare l’ adeguatezza di alcuni prerequisiti degli apprendimenti scolastici anche prima dell’inizio delle scuole elementari.

Ma quali sono gli indicatori di DSA che si possono cogliere anche in famiglia?

Alcuni indicatori di DSA alla fine della prima elementare possono essere una lenta decifrazione delle singole lettere, difficoltà con le sillabe, scarsa conoscenza del significato delle parole, sostituzione di lettere nella scrittura (p-b), tratto grafico poco leggibile, errato uso del foglio, errori nel conteggio, errori nel passaggio dalla pronuncia alla scrittura di numeri, difficoltà nel calcolo a mente entro il 10, non memorizza le tabelline.
Accanto a ciò, alcuni bambini potrebbero avere difficoltà di coordinazione, di organizzazione delle attività , con le sequenze temporali.

Come aiutare i bambini con DSA

La legge 107/2010 cita gli strumenti compensativi, tuttavia è importante individuare quelli più adatti al bambino in questione.
E’ importante rendersi conto che essi non rappresentano per il bambino una facilitazione o un vantaggio, uno studente dislessico che usa gli strumenti compensativi è come un miope che utilizza gli occhiali, come le lenti nel tempo possono non andare più bene e necessitano di essere cambiate, lo stesso vale per la tipologia di questi strumenti. Una diagnosi di DSA, non ha scadenza, tuttavia è necessario aggiornarla al passaggio di un ciclo scolastico all’altro con l’obiettivo di osservare miglioramenti rispetto alla diagnosi precedente.
Il ragazzo potrebbe essere riuscito a compensare a seguito di un trattamento specifico o all’evoluzione scolastica alcuni aspetti funzionali. Questi ragazzi hanno una diversa modalità di apprendere, prediligono infatti apprendimenti di tipo spaziale-esperenziale con tempi differenti da quelli standard.
Ciò spesso ha delle ripercussioni anche sul piano emotivo-relazionale, infatti spesso è presente un profilo caratterizzato da bassa autostima, perché si sentono diversi dai compagni e pensano di essere meno intelligenti.
A completare il quadro di bassa autostima si aggiungono a volte i commenti di genitori e insegnanti che pensano il bambino sia svogliato o non si impegni abbastanza. Mostrano inoltre alti livelli di ansia, sia legata alle proprie prestazioni scolastiche che al tipo di relazione che si è istaurata con gli insegnanti ed i compagni.
Spesso si sentono in colpa per i propri fallimenti scolastici e ritengono che nessuno sia soddisfatto di loro. Ecco perché è fondamentale l’informazione e la formazione dei genitori, insegnanti e della società rispetto ai DSA.
Comprensione, sostegno emotivo, supporto scolastico ed elaborazione di strategie specifiche per il bambino DSA sono gli ingredienti fondamentali per accompagnarlo durante il suo percorso scolastico.