Viaggio nei Parchi d'Italia: dove andare?

Sognando una vacanza…
Articolo della Dott.ssa Elena Ridolfi scrittrice freelance per Mammeancona.it
Un conto è dire “vorrei visitare un parco” un conto è dire “vorrei visitare un parco con mio figlio piccolo”. I parchi, proprio perché sono “naturali” e quindi scarsamente urbanizzati, non sempre si prestano alla visita da parte dei più piccoli. Dirupi, salite scoscese e pericoli vari sono facilmente affrontabili da un adulto ma non sempre da un bambino, seppur accompagnato o in passeggino.
Esistono tuttavia nel nostro Paese diverse strutture che coniugano il fascino naturalistico ad un minimo di logistica in grado di rendere possibile la fruizione dei luoghi anche ai più piccoli. Un esempio in materia è il Parco dell’Etna in Sicilia, con sede a Nicolosi in provincia di Catania.
Il parco è uno straordinario laboratorio naturale visitabile anche in auto su un percorso di oltre 170 km durante i quali si potranno incrociare alcune delle specie della fauna locale come le volpi, le lepri, gli istrici, le martore, i conigli ed anche diversi rapaci come le aquile ed i falchi.
Quando all’interno del Parco si decide di lasciare l’automobile per brevi pezzi a piedi è preferibile trasportare i bambini (specie se molto piccoli) a bordo di passeggini leggeri, in modo da limitare il loro inerpicarsi su sentieri impervi e pesando anche meno sull’adulto che li trasporta (vedi qui)
Dalla Sicilia, attraversiamo per intero lo Stivale fino ad arrivare dalle parti di Cuneo in Piemonte, dove troviamo il Parco Safari della Langhe, un’area di oltre 70 ettari visitabile completamente a bordo della propria automobile su un percorso di 5 km con vista su animali straordinari come i leoni, le tigri, le pantere, i lupi, gli orsi e tanti altri ancora, appartenenti a circa 50 specie a rischio, e che i nostri bambini potranno conoscere da vicino (ed in sicurezza) in una carrellata che gli farà vedere nella realtà le reali sembianze di quegli stessi animali che loro normalmente vivono nei loro giochi e nelle loro favole.
Grazie Elena!

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