Contraccezione…esiste un metodo ideale?

Negli ultimi decenni il panorama della contraccezione si è allargato notevolmente, esistono moltissimi metodi a disposizione delle donne/coppie e questo può creare un senso di disorientamento ed incertezza.
Va sottolineato che non esiste, né in natura, né grazie alle tecniche avanzate, un metodo ideale, che sia, cioè, efficace al 100%, privo di rischi, facile da usare e reversibile.
Per questo motivo ogni donna/coppia dovrà valutare il suo metodo ideale per quel preciso momento della vita, che potrà variare con il passare del tempo attraverso i diversi eventi fisiologici individuali. Il metodo che sentiamo adatto a noi fino a questo momento, potrebbe non risultare più tale in futuro in base a moltissime variabili, età, gravidanze, caratteristiche delle mestruazioni, stile di vita, ecc.
E’ importante, quindi, conoscere quali sono i metodi esistenti e le loro caratteristiche.
I metodi contraccettivi sono classificati in base al loro meccanismo d’azione principale (metodi naturali, di barriera, ormonali, chimici, chirurgici).
METODI NATURALI
– Il coito interrotto
Consiste nell’estrazione dell’organo genitale maschile dalla vagina prima che avvenga l’eiaculazione. E’ una pratica contraccettiva decisamente poco sicura, in quanto anche prima dell’eiaculazione possono avvenire fuoriuscite di liquido preseminale (che serve a preparare l’ambiente al passaggio dello sperma), contenente comunque spermatozoi. Inoltre implica una serie di fattori che possono interferire con il piacere sessuale.
– Ogino-Knaus
E’ un metodo statistico che prevede l’astensione dai rapporti sessuali nel periodo del ciclo mestruale più fertile, cioè nei giorni adiacenti al periodo ovulatorio (14° giorno), all’incirca dal 9° al 16° giorno. E’ un metodo con una bassissima efficacia in quanto tralascia le tantissime variabili individuali ed imprevedibili che regolano la fertilità. Infatti, per molte donne l’ovulazione avviene in tutt’altro momento.
– Metodo Billings
Si determina il periodo fertile valutando le modificazioni del muco cervicale che in prossimità dell’ovulazione diventa abbondante, fluido, limpido e filamentoso (consistenza simile all’albume d’uovo).
E’ un metodo anticoncezionale poco affidabile perché non tiene conto delle tante variabili che possono alterare il muco cervicale (età, farmaci, infezioni vaginali, stress, ecc). Invece è spesso utilizzato dalle donne/coppie che cercano una gravidanza.
– Rilievo della Temperatura Basale
Questo metodo è basato sul fatto che la Temperatura Basale (TB, è la temperatura corporea a riposo) subisce un lieve rialzo 1-2 giorni dopo l’ovulazione di circa 0,2-0,6 gradi. La temperatura (rettale o vaginale) andrà rilevata al mattino, prima di svolgere qualsiasi attività e segnata su di un diagramma. La coppia dovrà astenersi dai rapporti sessuali dal primo giorno della mestruazione fino a 4 giorni dopo il rialzo termico.
– Rilievo del picco di LH
Questo metodo sfrutta dei dispositivi computerizzati (acquistabili in farmacia) che rilevano l’ormone LH (ormone luteinizzante) nell’urina. La presenza di questo ormone indica l’inizio della fase fertile. Il computer, in base a questo, segnalerà se il giorno è fecondo (spia rossa), non sicuro (giallo) o infecondo (verde).
– Metodo sintotermico
Implica una profonda conoscenza del proprio corpo e dei processi biologici e fisiologici del ciclo femminile e consente di individuare i ritmi di fertilità attraverso l’osservazione e valutazione di alcuni segni e sintomi (tra cui la valutazione del muco cervicale e la rilevazione della TB come nei metodi sopracitati) derivanti dall’azione degli ormoni, estrogeni e progesterone, nei diversi periodi del ciclo. La conoscenza della propria fertilità è fondamentale per sviluppare consapevolezza e apprezzamento per il suo significato e valore, sia per la donna sia per la coppia.
MOTODI BARRIERA
-Preservativo maschile
E’ l’unico metodo, insieme all’uso del profilattico femminile, che, oltre ad evitare gravidanze, offre una protezione contro le Malattie Sessualmente Trasmissibili. Se usato nel modo appropriato, ha un alto grado di efficacia. Il suo uso scorretto è molto frequente ed è una tra le cause più rilevanti degli insuccessi di questo metodo.
-Preservativo femminile
La sua azione è identica a quella del preservativo maschile. E’ una guaina trasparente, generalmente in nitrile, delimitata da due anelli flessibili posti alle estremità (un’estremità sarà chiusa, ovviamente). Verrà inserito in vagina tramite uno di questi anelli (quello posto nell’estremità chiusa), mentre l’anello esterno rimarrà al di fuori della vulva, coprendo i genitali esterni. Il suo utilizzo richiede una certa pratica ed alcuni tentativi prima di abituarsi. Ha lo stesso grado di efficacia del preservativo maschile e protegge anch’esso dalle MST.
– Diaframma
E’ una piccola cupola in silicone medico che va inserita profondamente in vagina ed andrà a coprire il collo dell’utero, proteggendo il canale cervicale dal passaggio degli spermatozoi. La sua posizione rimarrà stabile e si adatterà alle pareti della vagina grazie all’anello semi-rigido che costituisce la base. Si utilizza in associazione con una crema spermicida (il termine non è proprio corretto in quanto gli spermatozoi non vengono “uccisi” ma immobilizzati) che ne aumenta l’efficacia. E’ prodotta in diverse misure e forme.
Va inserito prima del rapporto e tolto dopo almeno 6 ore, per permettere l’azione dello spermicida.
-Dispositivo Intra-Uterino
Conosciuto come “spirale”, è un dispositivo di plastica (generalmente a forma di T), lungo 3-5 cm che viene inserito dal ginecologo all’interno dell’utero. All’estremità è attaccato un sottile filo di nylon che fuoriuscirà dal collo dell’utero e che servirà a controllare il giusto posizionamento del dispositivo.
Fondamentalmente ne esistono 2 tipi: uno avvolto da un filo di rame e uno contenente progesterone.
Il rilascio costante di ioni rame o di progesterone modifica l’ambiente intrauterino ed inibisce la risalita degli spermatozoi (impedendo loro di passare attraverso il muco cervicale) e l’eventuale impianto dell’ovulo. Inoltre la presenza stessa del dispositivo (riconosciuto come corpo estraneo) provoca una reazione che rende l’ambiente uterino non idoneo all’impianto dell’ovulo.
Il dispositivo ha una validità di 5 anni ed un alto grado di efficacia, paragonabile ai contraccettivi orali.
Nei primi mesi d’utilizzo di questo sistema potrebbero verificarsi sanguinamenti anomali, mestruazioni dolorose o con flussi più abbondanti.
Le controindicazioni per questo metodo contraccettivo sono: infezioni degli organi genitali o forti infiammazioni del collo dell’utero, malformazioni dell’apparato genitale, tumori degli organi genitali, mestruazioni particolarmente abbondanti e/o dolorose. Per quanto riguarda il dispositivo con progesterone (che può rientrare anche nella categoria dei metodi ormonali) le controindicazioni sono simili a quelle per i contraccettivi ormonali.
METODI ORMONALI
I seguenti metodi si basano tutti sull’assunzione di ormoni, estrogeni e/o progesterone, tramite diverse vie, che svolgono lo stesso meccanismo d’azione: la sospensione dell’ovulazione data dal blocco della stimolazione delle ovaie. Questi ormoni agiscono anche sulla cavità uterina, rendendo le pareti inadatte all’annidamento dell’ovulo, sul muco vaginale, rendendolo meno penetrabile al passaggio degli spermatozoi e sul collo dell’utero, che si ispessisce rendendo meno agevole il passaggio degli stessi.
I metodi ormonali hanno un alto grado di efficacia (la percentuale di fallimenti è inferiore all’1%) ma non proteggono dalle Malattie Sessualmente Trasmissibili.
-Pillola
Ne esistono diversi tipi in base alla composizione (combinazione di estrogeni e progestinici o solo progestinici) e al dosaggio. Le pillole a base di solo progesterone sono indicate per le donne che allattano al seno o che hanno controindicazioni all’assunzione di estrogeni.
L’assunzione deve iniziare il primo giorno delle mestruazioni e continuare per i 21 giorni successivi (3 settimane); la compressa andrebbe assunta sempre alla stessa ora all’incirca. Seguirà poi una settimana di sospensione, in cui avverrà una finta mestruazione (2-3 giorni dopo l’ultima compressa) e la confezione successiva verrà iniziata nello stesso giorno. Per esempio: inizio assunzione lunedì, ultima compressa la domenica di 3 settimane dopo, 7 giorni di pausa, l’8° giorno si comincia la nuova confezione (che sarà lunedì). Esistono in commercio anche confezioni composte da 22 o 28 pillole (il tempo di pausa sarà, quindi, relativamente di 6 giorni o nulla) o da pillole in diversi dosaggi nei differenti periodi del ciclo. Se si dimentica l’assunzione di una compressa per più di 12 ore, utilizzare fino al completamento della confezione un ulteriore metodo contraccettivo, come il preservativo. Assumere più di una compressa al giorno per recuperare la dimenticanza è assolutamente inutile!
In caso di diarrea/vomito bisogna assumere un’altra compressa.
L’effetto contraccettivo della pillola viene ridotto dall’assunzione di alcuni altri farmaci, come alcuni antibiotici, antiepilettici, alcuni sedativi ed antidolorifici.
La pillola anticoncezionale è controindicata alle donne che soffrono di patologie dell’apparato cardiocircolatorio (pressione alta, trombosi, embolie, flebiti), diabete o una ridotta tolleranza agli zuccheri, alcune malattie epatiche e/o renali. Può inoltre causare alcuni effetti come ritenzione idrica, con conseguente aumento del peso, tensione mammaria, mal di testa. Il fumo di sigaretta aumenta il rischio cardiaco.
-Anello vaginale
E’ un anello flessibile, trasparente, in materiale anallergico, con un diametro di 5 cm e uno spessore di 4 mm. Rilascia con una certa costanza estrogeni e progesterone che vengono assorbiti direttamente dalla mucosa vaginale. Per questo motivo, rispetto alla contraccezione per via orale, l’anello vaginale ha minori, seppur possibili, effetti collaterali gastrointestinali e minori interazioni con i farmaci (evitando il passaggio epatico).
La tempistica è uguale a quella della pillola: l’anello va inserito il primo giorno di mestruazioni e lasciato in vagina per 3 settimane, seguono 7 giorni di sospensione (in cui avverrà la mestruazione) e l’8° giorno va inserito un nuovo anello.
Se dovesse fuoriuscire accidentalmente, può essere lavato con acqua fredda e deve essere reinserito immediatamente dopo.
-Cerotto
Di forma quadrata, con dimensioni di 4,5 cm per lato, rilascia estrogeni e progesterone che vengono assorbiti per via cutanea. Va applicato sulla pelle pulita, asciutta e senza lesioni; non utilizzare nella zona prescelta creme, olii e talchi.
Va applicato anch’esso al primo giorno della mestruazione, ma ogni cerotto ha una validità di una settimana. L’8° giorno andrà applicato un nuovo cerotto e così anche la settimana successiva; dopo di che seguiranno 7 giorni di sospensione.
Può essere applicato sui glutei, sulle spalle, sulla parte bassa dell’addome ma non sul seno.
Se non aderisce più perfettamente, va sostituito con un nuovo cerotto entro 24 ore; se sono passate più di 24 ore o se non si conosce il momento del “distacco”, utilizzare un ulteriore metodo contraccettivo di barriera.
La sua efficacia potrebbe essere minore nelle donne che pesano più di 90 Kg.
Le controindicazioni e gli effetti indesiderati del cerotto sembrano simili a quelli dei contraccettivi orali combinati e alcuni farmaci possono interferire con la sua efficacia.
-Dispositivo sottocutaneo
E’ una barretta flessibile, lunga 4 cm e spessa 2 mm, che viene inserita dal medico sotto la pelle del braccio, subito sopra la piega del gomito, dopo aver somministrato un anestetico locale che eviti il fastidio/dolore del posizionamento. Dopo l’inserimento non sarà più visibile, ma dovrà comunque essere percepita palpando la zona.
Non contiene estrogeni ma solo progesterone ed ha una validità di 3 anni.
I metodi ormonali vengono prescritti dal medico dopo valutazione dell’anamnesi familiare, dell’esame clinico e di eventuali esami ematologici.
METODI CHIRURGICI
La sterilizzazione consiste nella legatura o chiusura delle tube di Falloppio nella donna, o dei dotti deferenti (canali dove passano gli spermatozoi) nell’uomo (vasectomia).
Sebbene le attuali tecniche di fecondazione in vitro e la ricanalizzazione dei dotti diano alcune possibilità di ripensamento, sono metodi che si possono considerare definitivi ed irreversibili.
Per questo motivo, prima di intraprendere questa strada la coppia deve compiere una profonda riflessione sulle conseguenze biologiche e psicologiche di una scelta così drastica.
In conclusione, la scelta contraccettiva avviene per ogni donna in un momento e in un contesto sociale e culturale precisi e particolari, ed è complessa, multifattoriale e può cambiare nel tempo. Informarsi sui vari aspetti della contraccezione dà l’opportunità alle donne (già dall’adolescenza!) di essere protagoniste della propria femminilità e di compiere scelte e assumere comportamenti responsabili che tutelino fertilità, riproduttività e sessualità.
Dott.ssa Serena Polenti Ostetrica
Centro Olistico Sei del Conero

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