Ti regalo il Colosseo, un gladiatore contro Rovazzi

Capiamoci. Mio figlio ha 8 anni ed è come tutti i bambini della sua età, un appassionato di lego, di macchinine e piste, moto e aerei. Segni particolari: vivacissimo e con un grande senso dello humor che lo salva spesso da sonore sgridate.
Tra giocare e fare i compiti, preferisce giocare ma non prima di aver messo mano ad un pò di compiti, se gli va e non ha di meglio da fare.
Sta crescendo e molto in fretta.
Ancora un pò e arriverà il momento in cui, con gli occhi a forma di spirale, passerà i pomeriggi seduto su una panchina del parco del Monumento di Castelfidardo, a fianco ad altri amici, a fissare il cellulare, strisciando a destra e a manca il dito, per rivedere l’ultimo video di Rovazzi, once again.
Prima o poi arriveranno quegli anni in cui passerà dallo smarphone al pc, da pc all’ipod, facendo scorrere le ore guardando il mondo attraverso un monitor…lo farà come fanno molti adolescenti, sarà inevitabile il suo ingresso nella tecnosocietà, e chissà se le donne le conoscerà solo da li. (metto il punto non a caso)
Aspettando di vederlo posseduto da dispositivi mobile, fino ad allora festeggeremo i suoi compleanni tra viaggi ed esperienze, tra interminabili voli oltreoceano, emozionanti tour dall’altra parte del mondo e noiosissime passeggiate o escursioni, perché così abbiamo scelto di passare questa decina d’anni con lui e la sorella, prima che si rifiutino di seguirci e preferiranno le discoteche di Barcellona o la casa al mare di qualche amico.
Ci illudiamo oppure speriamo di crescere così persone curiose del mondo e della vita, libere di viaggiare e di scoprire da dove veniamo, magari anche per capire, in che direzione andare, e quale nuovo cammino intraprendere. Adulti consapevoli del valore del tempo e dello spazio che occupiamo.
Per i primi 8 anni di Gabry, lo scorso Venerdì mattina, abbiamo infilato due cambi in borsa, e siamo partiti per Roma, per una Visita Guidata al Colosseo. In viaggio abbiamo avvisato degli amici romani del nostro arrivo, così da poter passare del tempo con loro e dormire a due passi dall’Anfiteatro Flavio.
Non vi racconterò del Colosseo perché di gladiatori, bestie e spettacoli ne sono piene le pagine di google, ma del seme della curiosità, della voglia di sapere che non nasce spontanea ma che credo possiamo allenare e alimentare attraverso l’esperienza e la meraviglia che, tra le altre opportunità, abbiamo la fortuna di trovare in ogni angolo del nostro Paese, l’Italia.
Ricordare quel senso di stupore e gratitudine negli occhi di Gabry e nei nostri, ricordare il nostro battito cardiaco una volta al centro dell’arena dell’Anfiteatro, vuol dire tornare a visitare il Colosseo ogni volta che vogliamo e che Gabry vorrà, con la mente e con il cuore.
A te che sei nato da uno spermatozoo fuori controllo e ci hai insegnato che la vita è tutto tranne che prevedibile, Buon Compleanno. La tua mamma

Alice

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