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	<title>Sono incinta! - mettere su ginecologia Archivi - Mamme Ancona</title>
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	<description>Consigli ed esperienze delle mamme di Ancona e dintorni</description>
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		<title>Epidurale e partoanalgesia &#8211; informiamoci</title>
		<link>https://www.mammeancona.it/epidurale-e-partoanalgesia-informiamoci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 09:55:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Dove partorire]]></category>
		<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Parto - mettere su ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sono incinta! - mettere su ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[epidurale]]></category>
		<category><![CDATA[partoanalgesia]]></category>
		<category><![CDATA[travaglio fisiologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per parlare in modo esaustivo della partoanalgesia, innanzitutto è doveroso spendere qualche riga per parlare, seppur in estrema sintesi, di ciò che avviene durante un travaglio fisiologico.Quando il bambino è pronto per venire al mondo, cioè quando percepisce che l’ambiente fino a quel momento adeguato al suo accrescimento, non lo è più, darà l’avvio ad un’intensa cascata ormonale che, insieme alle doglie, condurrà la donna verso l’immersione in sé, l’abbandono, l’apertura ed in seguito verso l’accoglienza della nuova vita.Ossitocina, endorfine e adrenalina sono alcuni degli ormoni più rilevanti nel travaglio. Questi agiscono tramite un meccanismo circolare che si autoalimenta: l’aumentare o il diminuire di uno stimola la produzione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mammeancona.it/epidurale-e-partoanalgesia-informiamoci/">Epidurale e partoanalgesia &#8211; informiamoci</a> proviene da <a href="https://www.mammeancona.it">Mamme Ancona</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>LA PARTOANALGESIA</h2>
<p>Per parlare in modo esaustivo della partoanalgesia, innanzitutto è doveroso spendere qualche riga per parlare, seppur in estrema sintesi, di ciò che avviene durante un <strong>travaglio <em>fisiologico</em></strong>.<br />
Quando il bambino è pronto per venire al mondo, cioè quando percepisce che l’ambiente fino a quel momento adeguato al suo accrescimento, non lo è più, darà l’avvio ad un’<strong>intensa cascata ormonale</strong> che, insieme alle doglie, condurrà la donna verso l’immersione in sé, l’abbandono, l’<strong>apertura</strong> ed in seguito verso l’<strong>accoglienza</strong> della nuova vita.<br />
<strong><em>Ossitocina</em>, <em>endorfine</em> e <em>adrenalina</em></strong> sono alcuni degli ormoni più rilevanti nel travaglio. Questi agiscono tramite un <strong>meccanismo circolare</strong> che si autoalimenta: l’aumentare o il diminuire di uno stimola la produzione o l’inibizione di un altro, e così via.<br />
In questo circolo rientra anche la sensazione dolorosa: anche il dolore assume una sua <strong>ciclicità</strong>, un suo <strong>ritmo</strong> e andrà ad alimentare questa macchina perfetta che, però, per funzionare ha bisogno della presenza di molti altri fattori per poter verificarsi: un ambiente protetto, intimo e caldo, con luci soffuse, la possibilità di cambiare posizione in base alle esigenze del corpo di mamma e bimbo per adattarsi al passaggio nel canale del parto, il sostegno, l’assenza di rumori forti.<br />
Tutte queste caratteristiche rendono il dolore del travaglio/parto difficilmente comparabile ad altre esperienze dolorose. Durante il travaglio esso cambierà in frequenza, durata ed intensità; la sua percezione e la risposta individuale ad esso sarà altamente diversificata e soggettiva: alcune donne riescono a gestirlo autonomamente, mentre altre hanno bisogno di ulteriori risorse reperibili dall’ambiente circostante.<br />
Per questo, fin dall’antichità, si sono cercati rimedi per ovviare a tale dolore e la medicina moderna, con l’avvento della tecnologia, durante gli anni ha messo a disposizione varie metodiche analgesiche.<br />
<strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-8265" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2015/01/travaglio-300x200.jpg" alt="travaglio-epidurale" width="300" height="200" />Oggi la più diffusa e conosciuta è l’<em>analgesia epidurale </em>(o peridurale). Vediamola nello specifico.</strong><br />
L’epidurale prevede l’iniezione di un anestetico locale, generalmente in combinazione con analgesici oppioidi, nello spazio che si trova tra il canale vertebrale e la dura madre (una membrana fibrosa che riveste il canale spinale), tramite il posizionamento di un cateterino flessibile.<br />
Questa tecnica viene effettuata sterilmente da un anestesista, mentre la donna manterrà una posizione supina sul fianco sinistro o seduta, con la testa flessa verso il torace, in modo da rendere più identificabile e accessibile la zona interessata (L2-L3 o L3-L4).<br />
Prima di introdurre l’ago, l’anestesista disinfetterà la superficie cutanea ed effettuerà un’iniezione di anestetico locale, per ridurre il bruciore/fastidio.<br />
Dopo aver introdotto l’ago, che servirà da guida, l’anestesista farà scorrere al suo interno il cateterino.<br />
Una volta sfilato l’ago, la parte del cateterino rimasta fuori verrà fissata alla schiena della donna con un cerotto e verrà collegata ad una piccola valvola che servirà alla somministrazione dei farmaci analgesici.<br />
Dopo la somministrazione verrà effettuato un monitoraggio cardiotografico continuo (rileva il battito del bimbo e l’intensità della contrazione) per i trenta minuti successivi e verrà controllata la pressione arteriosa; entrambi i parametri verranno comunque rilevati con regolarità durante tutta la durata dell’analgesia (ogni ospedale ha il suo protocollo assistenziale).<br />
La somministrazione dell’analgesia dovrebbe avvenire a travaglio ben avviato, cioè quando le contrazioni sono regolari e dolorose, il collo dell’utero è assottigliato e dilatato almeno 2-3 cm e la testa del bambino ha iniziato ad incanalarsi.<br />
<strong>Come ogni intervento medico, l’analgesia epidurale non è esente da rischi:</strong><br />
<strong>Per la mamma</strong><br />
&#8211; Ipotensione<br />
&#8211; Febbre<br />
&#8211; Puntura accidentale della dura madre (si presenta generalmente con cefalea che viene alleviata con posizione supina per 24-48 ore e somministrazione di FANS)<br />
&#8211; Lombalgia<br />
&#8211; Malposizionamento del catetere (presenza di zona non anestetizzata;  blocco unilaterale, in cui metà del corpo non è anestetizzata; inserzione intravascolare accidentale)<br />
&#8211; Lesioni neurologiche maggiori (0,0006%-0,0007%)<br />
Si è visto che i travagli con l’ausilio dell’analgesia epidurale sono associati ad un prolungamento significativo del secondo stadio del parto e a maggiori probabilità di ricorrere ad un parto operativo (con forcipe o ventosa).<br />
<strong>Per il bambino</strong><br />
Ad oggi non sono disponibili validi studi che indaghino sulle possibili interferenze dell’epidurale sull’attività neuro-comportamentale del neonato, sia a pochi giorni dal parto, sia a distanza di un tempo più lungo. Si sono riscontrati, però, degli effetti sul bambino conseguenti a quelli prodotti sulla madre:<br />
&#8211;          Effetti sull’equilibrio ormonale, specialmente durante il periodo dell’avvio dell’allattamento;<br />
&#8211;          Effetti sul battito cardiaco fetale (la posizione supina in travaglio può contribuire in modo significativo), sulla pressione sanguigna e sulla temperatura.<br />
Esistono, d’altro canto, moltissime altre metodiche di contenimento del dolore non farmacologiche, ma che approfondiremo più avanti: posizioni libere della donna, l’acqua, l’aromaterapia, lo shiatsu, lo yoga, l’agopuntura, la moxa, l’ipnosi, T.E.N.S., le visualizzazioni e la musica, il canto e l’uso della voce, i fiori di Bach.<br />
In conclusione, l’esperienza del dolore gioca un ruolo fondamentale nell’evento nascita attivando e guidando la donna sia fisicamente sia mentalmente, ma solo se avviene in un contesto dove la donna si sente protetta, sostenuta e libera di esprimersi. La partoanalgesia è, a tutti gli effetti, un atto medico, perciò il suo utilizzo deve basarsi su una vera scelta informata, sui bisogni e sulle risorse di ogni donna.<br />
<strong>Dott.ssa Serena Polenti ostetrica libera professionista</strong><br />
Bibliografia<br />
<em>Salute e nascita</em>, Verena Schmid, Ed. Urra, 2003<br />
<em>Travaglio e parto senza paura</em>, Emanuela Rocca, Ed. Il leone verde, 2013<br />
<em>Intrapartum care: care of healthy women and their babies during childbirth</em>, NICE, 2014<br />
<em>Requisiti E Raccomandazioni Per L&#8217;assistenza Perinatale,</em>Società italiana di medicina perinatale,SEE Firenze, 1999<br />
<em>Modalità di gestione del dolore da parto &#8211; metodi farmacologici, </em>Quesiti Clinico-Assistenziali &#8211; anno 3, n.3, Editore Zadig giugno 2012</p>
<h2>LA PARTOANALGESIA</h2>
<p>Per parlare in modo esaustivo della partoanalgesia, innanzitutto è doveroso spendere qualche riga per parlare, seppur in estrema sintesi, di ciò che avviene durante un <strong>travaglio <em>fisiologico</em></strong>.<br />
Quando il bambino è pronto per venire al mondo, cioè quando percepisce che l’ambiente fino a quel momento adeguato al suo accrescimento, non lo è più, darà l’avvio ad un’<strong>intensa cascata ormonale</strong> che, insieme alle doglie, condurrà la donna verso l’immersione in sé, l’abbandono, l’<strong>apertura</strong> ed in seguito verso l’<strong>accoglienza</strong> della nuova vita.<br />
<strong><em>Ossitocina</em>, <em>endorfine</em> e <em>adrenalina</em></strong> sono alcuni degli ormoni più rilevanti nel travaglio. Questi agiscono tramite un <strong>meccanismo circolare</strong> che si autoalimenta: l’aumentare o il diminuire di uno stimola la produzione o l’inibizione di un altro, e così via.<br />
In questo circolo rientra anche la sensazione dolorosa: anche il dolore assume una sua <strong>ciclicità</strong>, un suo <strong>ritmo</strong> e andrà ad alimentare questa macchina perfetta che, però, per funzionare ha bisogno della presenza di molti altri fattori per poter verificarsi: un ambiente protetto, intimo e caldo, con luci soffuse, la possibilità di cambiare posizione in base alle esigenze del corpo di mamma e bimbo per adattarsi al passaggio nel canale del parto, il sostegno, l’assenza di rumori forti.<br />
Tutte queste caratteristiche rendono il dolore del travaglio/parto difficilmente comparabile ad altre esperienze dolorose. Durante il travaglio esso cambierà in frequenza, durata ed intensità; la sua percezione e la risposta individuale ad esso sarà altamente diversificata e soggettiva: alcune donne riescono a gestirlo autonomamente, mentre altre hanno bisogno di ulteriori risorse reperibili dall’ambiente circostante.<br />
Per questo, fin dall’antichità, si sono cercati rimedi per ovviare a tale dolore e la medicina moderna, con l’avvento della tecnologia, durante gli anni ha messo a disposizione varie metodiche analgesiche.<br />
<strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-8265" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2015/01/travaglio-300x200.jpg" alt="travaglio-epidurale" width="300" height="200" />Oggi la più diffusa e conosciuta è l’<em>analgesia epidurale </em>(o peridurale). Vediamola nello specifico.</strong><br />
L’epidurale prevede l’iniezione di un anestetico locale, generalmente in combinazione con analgesici oppioidi, nello spazio che si trova tra il canale vertebrale e la dura madre (una membrana fibrosa che riveste il canale spinale), tramite il posizionamento di un cateterino flessibile.<br />
Questa tecnica viene effettuata sterilmente da un anestesista, mentre la donna manterrà una posizione supina sul fianco sinistro o seduta, con la testa flessa verso il torace, in modo da rendere più identificabile e accessibile la zona interessata (L2-L3 o L3-L4).<br />
Prima di introdurre l’ago, l’anestesista disinfetterà la superficie cutanea ed effettuerà un’iniezione di anestetico locale, per ridurre il bruciore/fastidio.<br />
Dopo aver introdotto l’ago, che servirà da guida, l’anestesista farà scorrere al suo interno il cateterino.<br />
Una volta sfilato l’ago, la parte del cateterino rimasta fuori verrà fissata alla schiena della donna con un cerotto e verrà collegata ad una piccola valvola che servirà alla somministrazione dei farmaci analgesici.<br />
Dopo la somministrazione verrà effettuato un monitoraggio cardiotografico continuo (rileva il battito del bimbo e l’intensità della contrazione) per i trenta minuti successivi e verrà controllata la pressione arteriosa; entrambi i parametri verranno comunque rilevati con regolarità durante tutta la durata dell’analgesia (ogni ospedale ha il suo protocollo assistenziale).<br />
La somministrazione dell’analgesia dovrebbe avvenire a travaglio ben avviato, cioè quando le contrazioni sono regolari e dolorose, il collo dell’utero è assottigliato e dilatato almeno 2-3 cm e la testa del bambino ha iniziato ad incanalarsi.<br />
<strong>Come ogni intervento medico, l’analgesia epidurale non è esente da rischi:</strong><br />
<strong>Per la mamma</strong><br />
&#8211; Ipotensione<br />
&#8211; Febbre<br />
&#8211; Puntura accidentale della dura madre (si presenta generalmente con cefalea che viene alleviata con posizione supina per 24-48 ore e somministrazione di FANS)<br />
&#8211; Lombalgia<br />
&#8211; Malposizionamento del catetere (presenza di zona non anestetizzata;  blocco unilaterale, in cui metà del corpo non è anestetizzata; inserzione intravascolare accidentale)<br />
&#8211; Lesioni neurologiche maggiori (0,0006%-0,0007%)<br />
Si è visto che i travagli con l’ausilio dell’analgesia epidurale sono associati ad un prolungamento significativo del secondo stadio del parto e a maggiori probabilità di ricorrere ad un parto operativo (con forcipe o ventosa).<br />
<strong>Per il bambino</strong><br />
Ad oggi non sono disponibili validi studi che indaghino sulle possibili interferenze dell’epidurale sull’attività neuro-comportamentale del neonato, sia a pochi giorni dal parto, sia a distanza di un tempo più lungo. Si sono riscontrati, però, degli effetti sul bambino conseguenti a quelli prodotti sulla madre:<br />
&#8211;          Effetti sull’equilibrio ormonale, specialmente durante il periodo dell’avvio dell’allattamento;<br />
&#8211;          Effetti sul battito cardiaco fetale (la posizione supina in travaglio può contribuire in modo significativo), sulla pressione sanguigna e sulla temperatura.<br />
Esistono, d’altro canto, moltissime altre metodiche di contenimento del dolore non farmacologiche, ma che approfondiremo più avanti: posizioni libere della donna, l’acqua, l’aromaterapia, lo shiatsu, lo yoga, l’agopuntura, la moxa, l’ipnosi, T.E.N.S., le visualizzazioni e la musica, il canto e l’uso della voce, i fiori di Bach.<br />
In conclusione, l’esperienza del dolore gioca un ruolo fondamentale nell’evento nascita attivando e guidando la donna sia fisicamente sia mentalmente, ma solo se avviene in un contesto dove la donna si sente protetta, sostenuta e libera di esprimersi. La partoanalgesia è, a tutti gli effetti, un atto medico, perciò il suo utilizzo deve basarsi su una vera scelta informata, sui bisogni e sulle risorse di ogni donna.<br />
<strong>Dott.ssa Serena Polenti ostetrica libera professionista</strong><br />
Bibliografia<br />
<em>Salute e nascita</em>, Verena Schmid, Ed. Urra, 2003<br />
<em>Travaglio e parto senza paura</em>, Emanuela Rocca, Ed. Il leone verde, 2013<br />
<em>Intrapartum care: care of healthy women and their babies during childbirth</em>, NICE, 2014<br />
<em>Requisiti E Raccomandazioni Per L&#8217;assistenza Perinatale,</em>Società italiana di medicina perinatale,SEE Firenze, 1999<br />
<em>Modalità di gestione del dolore da parto &#8211; metodi farmacologici, </em>Quesiti Clinico-Assistenziali &#8211; anno 3, n.3, Editore Zadig giugno 2012</p>
<h2>LA PARTOANALGESIA</h2>
<p>Per parlare in modo esaustivo della partoanalgesia, innanzitutto è doveroso spendere qualche riga per parlare, seppur in estrema sintesi, di ciò che avviene durante un <strong>travaglio <em>fisiologico</em></strong>.<br />
Quando il bambino è pronto per venire al mondo, cioè quando percepisce che l’ambiente fino a quel momento adeguato al suo accrescimento, non lo è più, darà l’avvio ad un’<strong>intensa cascata ormonale</strong> che, insieme alle doglie, condurrà la donna verso l’immersione in sé, l’abbandono, l’<strong>apertura</strong> ed in seguito verso l’<strong>accoglienza</strong> della nuova vita.<br />
<strong><em>Ossitocina</em>, <em>endorfine</em> e <em>adrenalina</em></strong> sono alcuni degli ormoni più rilevanti nel travaglio. Questi agiscono tramite un <strong>meccanismo circolare</strong> che si autoalimenta: l’aumentare o il diminuire di uno stimola la produzione o l’inibizione di un altro, e così via.<br />
In questo circolo rientra anche la sensazione dolorosa: anche il dolore assume una sua <strong>ciclicità</strong>, un suo <strong>ritmo</strong> e andrà ad alimentare questa macchina perfetta che, però, per funzionare ha bisogno della presenza di molti altri fattori per poter verificarsi: un ambiente protetto, intimo e caldo, con luci soffuse, la possibilità di cambiare posizione in base alle esigenze del corpo di mamma e bimbo per adattarsi al passaggio nel canale del parto, il sostegno, l’assenza di rumori forti.<br />
Tutte queste caratteristiche rendono il dolore del travaglio/parto difficilmente comparabile ad altre esperienze dolorose. Durante il travaglio esso cambierà in frequenza, durata ed intensità; la sua percezione e la risposta individuale ad esso sarà altamente diversificata e soggettiva: alcune donne riescono a gestirlo autonomamente, mentre altre hanno bisogno di ulteriori risorse reperibili dall’ambiente circostante.<br />
Per questo, fin dall’antichità, si sono cercati rimedi per ovviare a tale dolore e la medicina moderna, con l’avvento della tecnologia, durante gli anni ha messo a disposizione varie metodiche analgesiche.<br />
<strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-8265" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2015/01/travaglio-300x200.jpg" alt="travaglio-epidurale" width="300" height="200" />Oggi la più diffusa e conosciuta è l’<em>analgesia epidurale </em>(o peridurale). Vediamola nello specifico.</strong><br />
L’epidurale prevede l’iniezione di un anestetico locale, generalmente in combinazione con analgesici oppioidi, nello spazio che si trova tra il canale vertebrale e la dura madre (una membrana fibrosa che riveste il canale spinale), tramite il posizionamento di un cateterino flessibile.<br />
Questa tecnica viene effettuata sterilmente da un anestesista, mentre la donna manterrà una posizione supina sul fianco sinistro o seduta, con la testa flessa verso il torace, in modo da rendere più identificabile e accessibile la zona interessata (L2-L3 o L3-L4).<br />
Prima di introdurre l’ago, l’anestesista disinfetterà la superficie cutanea ed effettuerà un’iniezione di anestetico locale, per ridurre il bruciore/fastidio.<br />
Dopo aver introdotto l’ago, che servirà da guida, l’anestesista farà scorrere al suo interno il cateterino.<br />
Una volta sfilato l’ago, la parte del cateterino rimasta fuori verrà fissata alla schiena della donna con un cerotto e verrà collegata ad una piccola valvola che servirà alla somministrazione dei farmaci analgesici.<br />
Dopo la somministrazione verrà effettuato un monitoraggio cardiotografico continuo (rileva il battito del bimbo e l’intensità della contrazione) per i trenta minuti successivi e verrà controllata la pressione arteriosa; entrambi i parametri verranno comunque rilevati con regolarità durante tutta la durata dell’analgesia (ogni ospedale ha il suo protocollo assistenziale).<br />
La somministrazione dell’analgesia dovrebbe avvenire a travaglio ben avviato, cioè quando le contrazioni sono regolari e dolorose, il collo dell’utero è assottigliato e dilatato almeno 2-3 cm e la testa del bambino ha iniziato ad incanalarsi.<br />
<strong>Come ogni intervento medico, l’analgesia epidurale non è esente da rischi:</strong><br />
<strong>Per la mamma</strong><br />
&#8211; Ipotensione<br />
&#8211; Febbre<br />
&#8211; Puntura accidentale della dura madre (si presenta generalmente con cefalea che viene alleviata con posizione supina per 24-48 ore e somministrazione di FANS)<br />
&#8211; Lombalgia<br />
&#8211; Malposizionamento del catetere (presenza di zona non anestetizzata;  blocco unilaterale, in cui metà del corpo non è anestetizzata; inserzione intravascolare accidentale)<br />
&#8211; Lesioni neurologiche maggiori (0,0006%-0,0007%)<br />
Si è visto che i travagli con l’ausilio dell’analgesia epidurale sono associati ad un prolungamento significativo del secondo stadio del parto e a maggiori probabilità di ricorrere ad un parto operativo (con forcipe o ventosa).<br />
<strong>Per il bambino</strong><br />
Ad oggi non sono disponibili validi studi che indaghino sulle possibili interferenze dell’epidurale sull’attività neuro-comportamentale del neonato, sia a pochi giorni dal parto, sia a distanza di un tempo più lungo. Si sono riscontrati, però, degli effetti sul bambino conseguenti a quelli prodotti sulla madre:<br />
&#8211;          Effetti sull’equilibrio ormonale, specialmente durante il periodo dell’avvio dell’allattamento;<br />
&#8211;          Effetti sul battito cardiaco fetale (la posizione supina in travaglio può contribuire in modo significativo), sulla pressione sanguigna e sulla temperatura.<br />
Esistono, d’altro canto, moltissime altre metodiche di contenimento del dolore non farmacologiche, ma che approfondiremo più avanti: posizioni libere della donna, l’acqua, l’aromaterapia, lo shiatsu, lo yoga, l’agopuntura, la moxa, l’ipnosi, T.E.N.S., le visualizzazioni e la musica, il canto e l’uso della voce, i fiori di Bach.<br />
In conclusione, l’esperienza del dolore gioca un ruolo fondamentale nell’evento nascita attivando e guidando la donna sia fisicamente sia mentalmente, ma solo se avviene in un contesto dove la donna si sente protetta, sostenuta e libera di esprimersi. La partoanalgesia è, a tutti gli effetti, un atto medico, perciò il suo utilizzo deve basarsi su una vera scelta informata, sui bisogni e sulle risorse di ogni donna.<br />
<strong>Dott.ssa Serena Polenti ostetrica libera professionista</strong><br />
Bibliografia<br />
<em>Salute e nascita</em>, Verena Schmid, Ed. Urra, 2003<br />
<em>Travaglio e parto senza paura</em>, Emanuela Rocca, Ed. Il leone verde, 2013<br />
<em>Intrapartum care: care of healthy women and their babies during childbirth</em>, NICE, 2014<br />
<em>Requisiti E Raccomandazioni Per L&#8217;assistenza Perinatale,</em>Società italiana di medicina perinatale,SEE Firenze, 1999<br />
<em>Modalità di gestione del dolore da parto &#8211; metodi farmacologici, </em>Quesiti Clinico-Assistenziali &#8211; anno 3, n.3, Editore Zadig giugno 2012</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mammeancona.it/epidurale-e-partoanalgesia-informiamoci/">Epidurale e partoanalgesia &#8211; informiamoci</a> proviene da <a href="https://www.mammeancona.it">Mamme Ancona</a>.</p>
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		<title>Sesso, il calo del desiderio perché e cosa fare &#8211; Ostetrica Angelica Nucera</title>
		<link>https://www.mammeancona.it/sesso-il-calo-del-desiderio-perche-e-cosa-fare-ostetrica-angelica-nucera/</link>
					<comments>https://www.mammeancona.it/sesso-il-calo-del-desiderio-perche-e-cosa-fare-ostetrica-angelica-nucera/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alice Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2019 10:02:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ginecologia da aggiungere a ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
		<category><![CDATA[Primi disturbi]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Sono incinta! - mettere su ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Umore - mettere su salute]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[intimità]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il calo del desiderio è una delle maggiori preoccupazioni della donna e della coppia legate al nuovo ruolo di genitori. Già dal test positivo, nella mente si affollano tante domande: avrò ancora voglia di fare l&#8217;amore col mio compagno? Mi troverà ancora attraente? Come si modificherà il mio corpo? Saremo in grado di affrontare tutti questi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mammeancona.it/sesso-il-calo-del-desiderio-perche-e-cosa-fare-ostetrica-angelica-nucera/">Sesso, il calo del desiderio perché e cosa fare &#8211; Ostetrica Angelica Nucera</a> proviene da <a href="https://www.mammeancona.it">Mamme Ancona</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>calo del desiderio</strong> è una delle maggiori preoccupazioni della donna e della coppia legate al nuovo ruolo di genitori.<br />
Già dal test positivo, nella mente si affollano tante domande: avrò ancora voglia di fare l&#8217;amore col mio compagno? Mi troverà ancora attraente? Come si modificherà il mio corpo? Saremo in grado di affrontare tutti questi cambiamenti?<br />
È innanzitutto importante dire che chiedersi tutte queste cose (e tante altre!) è assolutamente normale.<br />
Nel passaggio attraverso il diventare genitori affrontiamo una serie di importanti cambiamenti: si aggiunge un ruolo nuovo, quello di madre e padre, a quelli che ricoprivamo fino ad oggi di donne e uomini, amici, compagni, figli, lavoratori, amanti.<br />
La cosa fondamentale è quella di riuscire ad integrare il nuovo ruolo andando a trovare un modo, arricchito dall&#8217;esperienza genitoriale, di stare assieme come coppia che ora ha un figlio.<br />
Siamo genitori ma siamo ancora una coppia, un uomo e una donna che si amano, si desiderano e hanno necessità di trovare un&#8217; armonia che integri all&#8217;interno della coppia tutte le nuove necessità di genitori.</p>
<h3>Cause e circostanze</h3>
<p>Ci sono degli elementi legati alla sfera fisica e ai suoi cambiamenti durante la gravidanza, il parto, il puerperio e l&#8217;allattamento che influenzano il desiderio e la conseguente vita sessuale.<br />
Il corpo femminile, con la maternità, cambia ed è un processo inevitabile: è un momento di passaggio cruciale per la corporeità, così come lo è stato l&#8217;adolescenza, così come lo sarà la menopausa.<br />
La donna si ritrova a dover prendere confidenza con un corpo nuovo, che sta esplicando funzioni fino ad allora sconosciute.<br />
Le forme si arrotondano, si allargano e si fanno più morbide e tutto ciò avviene a causa dei nuovi equilibri ormonali che si verificano a favore della gravidanza.<br />
È facile dire ad una donna che vede il suo corpo cambiare &#8220;Stai tranquilla, è normale, succede a tutte!&#8221;, però ogni singola donna, quando si guarda allo specchio e non si riconosce più, ha bisogno di tempo, gentilezza e amore per imparare ad amare questo corpo nuovo.<br />
Così è per lei e così è anche per il suo compagno, che allo stesso modo deve ri-conoscere  una persona in mutamento, che non è più quella che ha incontrato e di cui si è innamorato ma cambia col passare del tempo e con le tappe della vita che si trova ad attraversare.<br />
È fondamentale che la coppia attraversi questo importante cambiamento assieme, ri-scoprendo una nuova corporeità, un nuovo modo di fare l&#8217;amore e di desiderarsi. È come tornare giovani e dover imparare la sessualità da capo, ma con una consapevolezza e una maturità diversi.<br />
Il primo trimestre di gravidanza può portare calo del desiderio soprattutto a causa dei comuni disturbi che insorgono in quest&#8217;epoca: nausee, forte stanchezza, sbalzi d&#8217;umore.<br />
Il secondo trimestre, invece, è quello che inizia a porre la donna di fronte ad un cambiamento corporeo che si fa evidente ma è anche quello in cui, grazie agli ormoni, essa si sente meglio: solitamente le nausee e la stanchezza sono passate e ritrova forza ed energie per affrontare la quotidianità e la sessualità.<br />
Il terzo trimestre può risultare faticoso dal punto di vista sessuale perché la pancia prende ormai molto spazio, a volte viene percepita come ingombrante e risulta più complicato destreggiarsi nelle varie acrobazie amorose. È d&#8217;aiuto trovare posizioni che facilitino entrambi i partner e diano modo di sentirsi a proprio agio.<br />
A termine di gravidanza, fare l&#8217;amore è assolutamente consigliato perché può favorire l&#8217;avvio del travaglio grazie alla secrezione di ossitocina e alle prostaglandine contenute nello sperma.</p>
<h3>Cosa succede dopo il parto?</h3>
<p>Un nuovo ruolo, una nuova quotidianità, un nuovo essere umano che ci richiede attenzioni costanti.<br />
In questa fase della vita gli ormoni sembrano remarci un po&#8217; contro.<br />
Durante l&#8217;allattamento, il calo della libido è principalmente indotto dalla prolattina, che contribuisce al processo della lattazione e che ha, tra i suoi effetti, proprio la diminuzione del desiderio sessuale.<br />
Il parto può aver lasciato ferite che si devono rimarginare (lacerazioni spontanee, episiotomia o taglio cesareo) e il pavimento pelvico, provato dalla gravidanza, ha bisogno di tempo per riassestarsi.</p>
<h3>Come aiutare la coppia</h3>
<p>In questa fase delicata è bene che la coppia si prenda tempo e spazio per prendere confidenza con una sessualità in mutamento, che si deve adattare alle nuove necessità fisiche, emotive e pratiche legate alla gestione di un neonato (poco tempo a disposizione, stanchezza etc.).<br />
Non devono mancare il dialogo, la comunicazione, il parlare e scambiarsi dubbi, timori, paure e desideri: alla base di una vita sessuale appagante c&#8217;è l&#8217;intesa, che aiuta a trovare armonia tra cambiamenti fisici, pratici ed emotivi, ed è l&#8217;elemento fondamentale in ogni fase della vita ed in particolare durante il passaggio nel diventare genitori.<br />
Riscoprirsi, ritagliarsi del tempo, chiedere aiuto e sostegno pratico alle persone a noi vicine, comunicare, non dimenticarsi dell&#8217;importanza dell&#8217;essere una coppia oltre che genitori, riconoscere i cambiamenti, non avere timore nel sentirsi nuovi, diversi e a volte anche scoraggiati e stanchi, insomma: ascoltarsi, ascoltare ciò che sentiamo nel profondo è fondamentale  per vivere nella maniera più serena possibile questo passaggio intenso, impegnativo, faticoso e meraviglioso della scoperta di un nuovo capitolo della vita che può essere speciale, ricco e gratificante se vissuto autenticamente e senza vergogna.<br />
<div id="attachment_6396" style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6396" class="size-full wp-image-6396" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2017/06/IMG_20161105_153209-e1501683989773.jpg" alt="Ostetrica Angelica Nucera" width="250" height="250" /><p id="caption-attachment-6396" class="wp-caption-text">Ostetrica Angelica Nucera</p></div><br />
<strong>Ostetrica Angelica Nucera<br />
</strong><strong>ostnucera@gmail.com<br />
</strong><strong><a href="https://www.facebook.com/gengy.skenk" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fb  Angelica Nucera</a><br />
</strong><strong>+39 340 417 3121<br />
</strong><strong><a href="http://www.ostetricanucera.wordpress.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.ostetricanucera.wordpress.com</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mammeancona.it/sesso-il-calo-del-desiderio-perche-e-cosa-fare-ostetrica-angelica-nucera/">Sesso, il calo del desiderio perché e cosa fare &#8211; Ostetrica Angelica Nucera</a> proviene da <a href="https://www.mammeancona.it">Mamme Ancona</a>.</p>
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		<title>Cistite, scopri le cause e i rimedi con la Dott.ssa Ostetrica Giulia Morelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2018 06:29:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si calcola che circa il 10-20% delle donne soffrirà di cistite o di un’infezione del tratto urinario almeno una volta nella vita e con l’avanzare dell’età si stima che questa percentuale aumenti notevolmente, soprattutto dopo i 60 anni. Una delle cause potrebbe essere riconducibile alla mancanza estrogenica dovuta alla menopausa che rende le mucose più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si calcola che circa il 10-20% delle donne soffrirà di <strong>cistite</strong> o di un’infezione del tratto urinario almeno una volta nella vita e con l’avanzare dell’età si stima che questa percentuale aumenti notevolmente, soprattutto dopo i 60 anni. Una delle cause potrebbe essere riconducibile alla mancanza estrogenica dovuta alla menopausa che rende le mucose più sensibili e a rischio d’infezione.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>cistite</strong> può verificarsi sporadicamente in modo acuto e risolversi spontaneamente oppure, nella peggiore delle ipotesi, cronicizzarsi e ripresentarsi frequentemente, soprattutto se i primi episodi sono stati trascurati. In questi casi <strong>l’infezione batterica</strong> potrebbe trasformarsi in un problema ben più serio e pericoloso risalendo nella parte superiore dell’apparato urinario, fino ad arrivare ai reni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Generalmente il disturbo si presenta come un continuo e doloroso bisogno di urinare.</strong> In particolare i sintomi correlati a questo problema implicano un aumento del numero di minzioni caratterizzate però da un volume ridotto di urina (in poche parole: si fa poca pipì molte volte al giorno) e dalla difficoltà ad urinare accompagnata a bruciore o dolore, a volte si sentono come dei brividi di freddo durante la minzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando l’infiammazione è molto forte potrebbe esserci ematuria (sangue nelle urine) o piuria (pus nelle urine).</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono delle condizioni che facilitano l’attacco dei batteri alla vescica. Il fattore di rischio più comune è <strong>una scarsa igiene intima poiché, ricordando che i batteri responsabili della cistite popolano l’intestino, è facile che dopo l’evacuazione delle feci, se non ci si pulisce in modo adeguato, risalgano attraverso l’uretra. Anche un&#8221;eccessiva igiene intima può essere dannosa, in quanto utilizzando detergenti molti aggressivi (o lavande vaginali) si va ad eliminare quella che è la naturale flora batterica genitale protettiva.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da sottolineare come anche l’utilizzo di assorbenti interni o esterni, l’utilizzo del diaframma e spermicidi come metodo anticoncezionale e l’impiego di indumenti troppo aderenti e non di cotone possano essere tutti fattori di rischio.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste anche una forte correlazione tra l’insorgere di cistiti o altre infezioni urinarie e alcune pericolose malattie contratte tramite rapporti sessuali non protetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo molto più suscettibili a quest’infiammazione quando il nostro <strong>sistema immunitario si è particolarmente indebolito</strong> e questo può succedere dopo una terapia antibiotica, dopo un breve o lungo periodo di stress eccessivo (sia fisico che mentale) e soprattutto con un’alimentazione scorretta.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Come si può prevenire la cistite?</h3>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="text-align: justify;">Lavarsi sempre in modo accurato le mani prima di toccare i genitali, questo riduce molto il rischio di infezione.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="text-align: justify;">Eseguire un’igiene intima adeguata utilizzando detergenti a Ph acido (4 &#8211; 4,5) non più di una volta al giorno e sempre dopo un rapporto sessuale.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="text-align: justify;">Detergere le zone intime seguendo la direzione da davanti a dietro, evitando così di trasportare dei batteri dal retto ai genitali.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="text-align: justify;">Non aspettare delle ore prima di urinare dopo aver sentito il primo stimolo di bisogno minzionale, l’urina non deve ristagnare troppo tempo in vescica.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="text-align: justify;">Se si soffre di episodi frequenti ha senso prevenirli con cure naturali a base di semi di pompelmo, echinacea e altre sostanze che favoriscono la difesa.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">Rimedi per la cistite</h3>
<p style="text-align: justify;">Il sostegno migliore per una guarigione più veloce lo si ottiene bevendo molta acqua: almeno 1,5 – 2 litri al giorno. In questo modo il numero dei batteri viene diluito non consentendo loro di moltiplicarsi ulteriormente e quindi poi eliminati attraverso la minzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Fare una doccia calda o indossare una pancerina spesso e volentieri aiuta a combattere la sensazione dolorifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Riuscire a praticare un po’ di esercizio fisico aiuta a fortificare l’organismo e a risvegliare il sistema immunitario, quindi ben venga la corsetta mattutina o l’oretta di palestra.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso si sospetti una cistite è sempre consigliabile consultare quanto prima la propria ostetrica per un’eventuale terapia antibiotica e/o un supporto con rimedi naturali.</p>
<p><strong>Giulia Morelli</strong><br />
Cell: 338 3384978<br />
Visito a domicilio o in studio in Via Cadorna 2 Ancona<br />
Fb: Giulia Morelli Ostetrica<br />
E-mail: <a href="mailto:giuliamorelliostetrica@outlook.it">giuliamorelliostetrica@outlook.it</a><br />
Sito web: <a href="http://www.giuliamorelliostetrica.com/">www.giuliamorelliostetrica.com</a>&#8216;, &#8216;Cistite, scopri le cause e i rimedi con la Dott.ssa Ostetrica Giulia Morelli&#8217;</p>
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		<title>Come si contrae il Papilloma Virus (HPV) &#8211; Ostetrica Giulia Morelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Sep 2018 08:11:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;HPV, o virus del papilloma umano, è un virus ampiamente diffuso tra la popolazione e almeno il 90% dei casi di cancro del collo dell’utero sono dovuti all&#8217;infezione da papilloma virus. Il carcinoma della cervice uterina è una neoplasia che origina dall&#8217;epitelio del collo dell&#8217;utero. Evidenze epidemiologiche hanno riscontrato una stretta correlazione tra l&#8217;insorgenza del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>HPV</strong>, o virus del papilloma umano, è un virus ampiamente diffuso tra la popolazione e almeno il 90% dei casi di cancro del collo dell’utero sono dovuti all&#8217;infezione da <strong>papilloma virus</strong>.<br />
Il carcinoma della cervice uterina è una neoplasia che origina dall&#8217;epitelio del collo dell&#8217;utero.<br />
Evidenze epidemiologiche hanno riscontrato una stretta correlazione tra l&#8217;insorgenza del <strong>carcinoma cervicale e l&#8217;attività sessuale:</strong></p>
<ul>
<li>età precoce del primo rapporto sessuale</li>
<li>elevato numero di partner</li>
<li>uso della contraccezione ormonale ovvero la pillola a discapito del preservativo</li>
</ul>
<p>suggerendo l&#8217;esistenza di un fattore trasmesso sessualmente che causa le lesioni preneoplastiche e neoplastiche della cervice uterina, questo fattore è stato <strong>identificato nell&#8217;HPV</strong>.<br />
L&#8217;<strong>infezione da HPV</strong>, che rappresenta la malattia a trasmissione sessuale più diffusa, è dovuta a genotipi virali a basso rischio responsabili della condilomatosi ano-genitale, e genotipi ad alto rischio correlati all&#8217;insorgenza della patologia pre-invasiva/invasiva del collo uterino.</p>
<h2>Prevenire l’infezione da HPV</h2>
<p>La diffusione dello <strong>screening citologico, il pap test,</strong> ha ridotto significativamente l&#8217;incidenza e la mortalità per questo tumore nei paesi sviluppati tanto che la mortalità è scesa a <strong>circa 4 su 100.000</strong>.<br />
Il virus entra nella cellula e cerca di prendere il comando, se le difese sono buone il virus perde, se le difese sono vacillanti il virus può avere la meglio.<br />
I virus quindi riescono a invadere bene queste cellule metaplastiche. Non tutte queste cellule si ammaleranno, molte si risveglieranno e riprenderanno il comando perché in ballo ci sono un sacco di altri aiuti che ancora non si conoscono bene.<br />
Non tutti i virus ad alto rischio sono ugualmente aggressivi.<br />
Queste cellule risponderanno in maniera diversa quindi per questo ci possono esser esiti e tempi diversi per la guarigione o per il peggioramento.<br />
La cervice è unica per avere questo tipo di epitelio in continua trasformazione ed è per questo che le lesioni compaiono proprio là e che i maschi rarissimamente -e di solito ad una età avanzata- hanno questo tipo di lesioni.<br />
<strong>Considerando tutto ciò, prenota una visita di controllo dalla tua ostetrica la quale tra i vari controlli ti effettuerà il pap test e ti saprà consigliare nel modo migliore.</strong><br />
<strong><img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-7675" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2018/01/GINE-1-e1537607954634.jpg" alt="" width="300" height="225" />Dott.ssa Ostetrica Giulia Morelli</strong><br />
Cell: 338 3384978<br />
Visita a domicilio o negli studi:<br />
Ancona, Strada Vecchia del Pinocchio 26B<br />
Ancona, Via Barilatti 7 presso Poliambulatorio Marche Salute<br />
Falconara m.ma, Via G.Marconi 74A<br />
<strong><a href="http://www.giuliamorelliostetrica.net">www.giuliamorelliostetrica.net</a></strong><br />
Fb: <a href="https://www.facebook.com/giulia.morelli.353">Giulia Morelli Ostetrica</a><br />
E-mail: <a href="mailto:giuliamorelliostetrica@outlook.it">giuliamorelliostetrica@outlook.it</a></p>
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		<title>Osteopatia Pediatrica &#8211; come risolvere i disturbi più comuni nel neonato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Sep 2018 06:00:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il parto per il piccolo è un evento molto stressante, le sue ossa craniche sono sottoposte a forte compressione  contro le ossa del bacino e per intraprendere il canale vaginale tendono a sovrapporsi e quindi a deformarsi. Tali compressioni in caso di normalità, si rilasciano appena il bimbo nasce  ed inizia a piangere, ma in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il parto per il piccolo è un evento molto stressante, le sue ossa craniche sono sottoposte a forte compressione  contro le ossa del bacino e per intraprendere il canale vaginale tendono a sovrapporsi e quindi a deformarsi.<br />
Tali compressioni in caso di normalità, si rilasciano appena il bimbo nasce  ed inizia a piangere, ma in alcuni casi, tale ripristino può non accadere. Anche nel parto Cesareo, contrariamente a quanto si possa pensare, il bambino è sottoposto a stress a seguito delle pressioni che subisce durante le manovre utilizzate dal ginecologo per l&#8217;estrazione.<br />
<strong>L&#8217;osteopatia per neonati e bambini</strong> è un approccio delicato non invasivo nel quale l&#8217;osteopata favorisce il meccanismo intrinseco di auto guarigione che ogni corpo possiede, al fine di correggere le disfunzioni che possono essere insorte durante la gravidanza e\o il parto, sia esso naturale che cesareo.<br />
<strong>La disfunzione </strong>è la percezione di un malfunzionamento quasi sempre reversibile che in alcuni casi e in modo non patologico, da origine nel neonato, a disturbi che, nel tempo possono diventare permanenti e quindi creare un danno organico. Pertanto lo scopo del trattamento neonatale non è solo quello di eliminare una sintomatologia già presente ma anche quello di <strong>prevenzione di malfunzionamenti futuri</strong>.<br />
Dopo accurata anamnesi e valutazione del piccolo paziente, l&#8217;operatore esegue il trattamento usando le proprie mani e quindi la sua capacità tattile.<br />
<strong>Le tecniche utilizzate sono di tipo</strong> <strong>indiretto</strong>, piccoli movimenti delicati che l&#8217;operatore esegue sulla zona in disfunzione, volti al ripristino della funzione persa, cioè il terapista muove i tessuti nella direzione in cui essi sono più liberi e mantiene tale posizione corretta fino al rilascio dei tessuti stessi. Si utilizzano tecniche<strong> cranio-sacrali</strong> e <strong>“biodinamica”</strong>.</p>
<h2><b>L&#8217;osteopatia nel neonato può essere di aiuto in caso di:</b></h2>
<ul>
<li>Difficoltà nel attacco al seno</li>
<li>Vomito a getto, reflussi e rigurgiti</li>
<li>Plagiocefalia</li>
<li>Torcicollo</li>
<li>Coliche</li>
<li>Otiti</li>
<li>Problemi ORL</li>
<li>Problemi sinusali</li>
<li>Irritabilità</li>
<li>Disturbi del sonno</li>
<li>Prevenzione di patologie future</li>
</ul>
<h2><b>L&#8217;osteopatia nel bambino è di aiuto anche per:</b></h2>
<ul>
<li>Problemi posturali e scoliosi</li>
<li>Mal di testa</li>
<li>Dolori dati dalla crescita</li>
<li>Occlusioni dentali errate</li>
<li>Ritardi dello sviluppo psicomotorio</li>
<li>Problemi di apprendimento</li>
<li>Asma</li>
<li>Allergie</li>
<li>Valutazione e trattamento di traumi</li>
<li>Valutazione di eventuali problemi post-operatori</li>
<li>Dolori muscolari</li>
<li>Problematiche viscerali (es: stitichezza)</li>
</ul>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Il neonato può essere sottoposto a trattamento osteopatico fin dalle prime ore di vita e non ha effetti collaterali.</span></strong><br />
<a title="Nadia Santini – Osteopata" href="https://www.mammeancona.it/nadia-santini-osteopata/"><strong>Dott.ssa Nadia Santini Osteopata e Fisioterapista</strong><br />
</a><br />
Mail <a href="mailto:nadiasantini@tiscali.it">nadiasantini@tiscali.it</a><br />
Opero tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 15:00 alle 19:30  presso &#8220;Fisioreum Via guazzatore 183/189 60027 Osimo  071.7231225<br />
Mail: fisioreum@gmail.com<br />
<a href="http://www.fisioreum.com">www.fisioreum.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mammeancona.it/osteopatia-pediatra-risolvere-i-disturbi-piu-comuni-nel-neonato/">Osteopatia Pediatrica &#8211; come risolvere i disturbi più comuni nel neonato</a> proviene da <a href="https://www.mammeancona.it">Mamme Ancona</a>.</p>
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		<title>7 Benefici del Movimento in Gravidanza &#8211; con MAMMEINFORMA®</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 15:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Umore - mettere su salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sia che sia stata tanto desiderata e attesa, sia che invece sia arrivata a sorpresa, la gravidanza porta con sè tantissimi cambiamenti fisici, ormonali, comportamentali e anche relazionali. Fortunatamente, recenti studi hanno evidenziato che il movimento in gravidanza non è da evitare, ma bensì da svolgere regolarmente. 7 benefici del movimento in gravidanza Riducee l&#8217;intensità dei [&#8230;]</p>
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Sia che sia stata tanto desiderata e attesa, sia che invece sia arrivata a sorpresa, la gravidanza porta con sè tantissimi <strong>cambiamenti fisici, ormonali, comportamentali e anche relazionali.</strong><br />
Fortunatamente, recenti studi hanno evidenziato che il <strong>movimento in gravidanza</strong> non è da evitare, ma bensì da svolgere regolarmente.</p>
<h1><strong>7 benefici del movimento in gravidanza</strong></h1>
<ol>
<li>Riducee l&#8217;intensità dei mal di schiena o addirittura li previene</li>
<li>Riducee il rischio di diabete gestazionale</li>
<li>Migliora l&#8217;umore</li>
<li>Insegna ad ascoltarsi e quindi anche rilassarsi</li>
<li>Migliora il sonno</li>
<li>Aumenta la flessibilità muscolare ed articolare</li>
<li>Favorisce la ripresa del corpo dopo il parto</li>
</ol>
<p>Questi sono solo alcuni dei benefici di cui si possono godere seguendo il corso di benessere e consapevolezza in gravidanza di <strong>mammeinforma</strong>.</p>
<h2>Il Corso <a href="http://mammeinforma.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MAMMEINFORMA®</a></h2>
<p>Il corso prevede due lezioni a settimana, della durata di circa 60 minuti, dove si lavora in piccoli gruppi sia per essere maggiormente seguite, sia per favorire lo scambio di pensieri, paure, dubbi, ma anche gioie e rassicurazioni tra future mamme!<br />
Anche per questo, le insegnati di <a href="http://mammeinforma.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MAMMEINFORMA®</a> sono affiancate da figure esperte come <strong>ostetriche, ginecologhe, nutrizionisti e psicologi.</strong><br />
<strong>Il corso è già attivo ad Osimo e ci si può inserire previa richiesta e colloqui con le insegnanti, e </strong>a breve sarà attivo anche a Senigallia e da settembre anche in altre zone a richiesta.<br />
Si effettuano anche lavori in personal anche a domicilio.</p>
<h5 class="alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-7063" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2018/04/MAMMEINFORMA.png" alt="mammeinforma" width="256" height="91" />A.S.D. Stile Danza<br />
<span class="open" dir="ltr" title="" data-tooltip="Chiama telefono (+393470015518)">39 347 001 5518<br />
</span>email: info@mammeinforma.it<br />
<a href="http://www.mammeinforma.it/">www.mammeinforma.it<br />
</a>Fb <a href="https://www.facebook.com/mammeinforma/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mammeinforma </a></h5>
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		<title>Gravidanza a termine&#8230;ma quando nasce? Risponde l&#039;Ostetrica Angelica Nucera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 16:12:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi e controlli]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ginecologo]]></category>
		<category><![CDATA[Parto - mettere su ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sono incinta! - mettere su ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[ostetrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Dopo nove mesi di attesa, trascorsi ad immaginare come sarà la creatura portata in grembo, che è cresciuta e si è fatta tanto attendere e desiderare, la domanda che risuona nella mente di mamme e papà, a termine di gravidanza, è: ma quando nascerà? La gravidanza dura generalmente nove mesi o 280 giorni (40 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>				&nbsp;<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7165 aligncenter" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2018/05/Gravidanza-a-Termine-a-quante-settimane-si-partorisce-in-media-e1525276698587.jpeg" alt="gravidanza-a-termine" width="600" height="250" />Dopo nove mesi di attesa, trascorsi ad immaginare come sarà la creatura portata in grembo, che è cresciuta e si è fatta tanto attendere e desiderare, la domanda che risuona nella mente di mamme e papà, a termine di gravidanza, è: ma quando nascerà?<br />
<strong>La gravidanza dura generalmente nove mesi o 280 giorni (40 settimane) circa.</strong><br />
<strong>Si considera a termine tra le 37 e le 42 settimane.</strong><br />
In questo lasso di tempo, ogni momento potrebbe essere quello buono per l&#8217;avvio del travaglio. Di solito, la nascita avviene attorno alla quarantesima settimana, ma è un dato molto variabile.</p>
<h2><strong>Come si calcola l&#8217;età gestazionale?</strong></h2>
<p>Per convenzione, l&#8217;inizio della gravidanza viene considerato dal primo giorno dell&#8217;ultima mestruazione: il concepimento effettivo avverrà all&#8217;incirca due settimane dopo questa data, che viene stabilita poiché è difficile avere la certezza esatta del momento del concepimento, cosa invece possibile se consideriamo il primo giorno di mestruazioni che è certo.<br />
Dall&#8217;ultima mestruazione, si conteggiano poi le settimane di gravidanza.<br />
Quando le mamme ed i papà parlano coi professionisti sanitari, sentono spesso calcolare l&#8217;epoca gestazionale in settimane e non in mesi, come siamo soliti dire nel linguaggio comune, quindi troveranno scritto sui referti, ad esempio, &#8220;24 + 5&#8221;, dove 24 sono le settimane e 5 i giorni: significa che siamo appena entrati nel settimo mese.<br />
La data presunta del parto è quella che corrisponde al compimento della 40esima settimana (40 + 0).</p>
<h2><strong>Cosa succede a termine di gravidanza? Perché si avvia il travaglio?</strong></h2>
<p>Quando il bimbo ha completato la sua crescita, ha perfezionato il funzionamento e la morfologia dei suoi organi ed apparati, quando il suo sistema respiratorio è autonomo per poter affrontare la respirazione, il suo sistema neuroendocrino innesca una serie di processi ormonali che inviano segnali al corpo materno, a quello fetale e all&#8217;utero per cui si innesca il<strong> travaglio.</strong><br />
Questo momento è molto particolare e variabile a seconda della diade mamma-bambino (non li consideriamo mai scissi l&#8217;uno dall&#8217;altro ma come unità): ci sono travagli che partono prima rispetto alla famosa data presunta, altri che invece si fanno attendere.<br />
Si dice &#8220;presunta&#8221; proprio perché è una data indicativa, basata sul calcolo delle settimane e non sulle effettive condizioni della diade, che sono influenzate da tanti fattori.<br />
<strong>Il sistema nervoso e quello endocrino del bambino inviano segnali biochimici al corpo della madre, attraverso la circolazione placentare, che gli fanno capire che è pronto per nascere: esso risponde mettendo in atto i meccanismi ormonali che preparano il collo dell&#8217;utero alla dilatazione e all&#8217;avvio delle contrazioni.</strong><br />
A volte questo momento può manifestarsi con contrazioni irregolari e di varia intensità e durata oppure può esserci la perdita del cosiddetto tappo mucoso, un vero e proprio tappo di muco che chiude l&#8217;orifizio uterino e protegge l&#8217;ambiente in cui si trova il bambino.<br />
Alcune mamme possono avvertire variazioni nelle normali funzioni biologiche (evacuazione, sonno, appetito) oppure percepire dei cambiamenti a livello energetico e di umore.<br />
Il travaglio può partire senza particolari avvisaglie oppure sopraggiungere dopo tutta questa serie di segnali.<br />
Generalmente, le membrane che contengono il feto e il liquido amniotico in cui è immerso si rompono a travaglio iniziato, anche in fase avanzata, oppure possono rompersi prima che questo si avvii, precedendolo di qualche ora.</p>
<h2><strong>Ma il tempo &#8220;scade&#8221;? Che cosa significa? Quando arriva il momento di indurre il parto se non si è verificato spontaneamente?</strong></h2>
<p>Non esiste la data di scadenza per una gravidanza!<br />
Siamo esseri umani e non latticini al banco frigo.<br />
Esiste una finestra temporale, come abbiamo detto, in cui la gravidanza è considerata a termine ed esistono delle indicazioni particolari secondo le quali è bene tenere sotto controllo più approfonditamente mamma e bambino se si va avanti col tempo.<br />
<strong>Bisogna sempre partire dalla salute e dal benessere della diade, ancor prima di guardare il calendario e fare calcoli matematici e statistici.</strong><br />
Si definisce &#8220;gravidanza protratta&#8221; quella che va oltre le 42 settimane e riguarda il 5-10% delle gravidanze totali.<br />
Sono state individuate delle situazioni di aumento del rischio oltre le 41 settimane ma il prolungamento non viene considerato come fattore di rischio a sé stante.<br />
A tutte le donne con gravidanza non complicata deve essere offerta l&#8217;opportunità di <strong>partorire spontaneamente</strong> e, secondo le attuali linee guida italiane del Ministero della Salute, va proposta l&#8217;induzione dalla 41esima settimana in poi, tenendo sempre conto delle condizioni di salute materno-fetali basate su controlli ed esami come la cardiotocografia (i cosiddetti monitoraggi) e la valutazione del liquido amniotico (AFI), che vengono programmati dalla struttura solitamente al compimento della 40esima settimana, su base delle singole situazioni.<br />
Qualora si ritenga necessaria un&#8217;induzione, il personale sanitario valuterà la modalità più adeguata.</p>
<h2><strong>Come posso vivere serenamente questo momento di grande attesa?</strong></h2>
<p>È assolutamente normale sentirsi emozionate, ansiose, agitate e impazienti quando il momento fatidico si avvicina!<br />
Abbiamo trascorso nove mesi ad immaginare come sarà il nostro bambino, a chi somiglierà, di che colore avrà occhi e capelli, quale sarà il suo carattere, cosa amerà e cosa no, insomma&#8230;a chiederci chi sarà!<br />
Durante la gravidanza abbiamo già imparato a conoscerlo, a capire i suoi bisogni e le sue richieste, ad adattarci sulla base di queste e ad interagire assieme a lui: la nascita rappresenterà un&#8217;evoluzione di qualcosa che già esiste, un rapporto tra madre e figlio che è tale dal primo momento e che non ha un momento standard in cui deve iniziare ma è intimo e profondo per ogni donna e per la sua creatura.<br />
Con la nascita lo vivremo in modo nuovo, sarà un momento di cambiamento, evoluzione e crescita e sarà così anche per i papà, che hanno sviluppato il loro contatto col bambino attraverso il corpo della mamma.<br />
<strong>Il termine di gravidanza è un momento da vivere con gioia e serenità, nell&#8217;attesa, nel fremito ma senza lasciarsene ossessionare.</strong><br />
Anche chi ci sta attorno va rassicurato ed invitato a non caricare di ansia e aspettative i genitori: spesso il disagio più riferito dalle coppie prima del parto è proprio quello della pressione esterna di chi chiede in continuazione se il bambino è nato e questo non fa altro che aumentare le ansie!<br />
È bene ricordare e ricordarsi che, quando opportunamente seguiti da personale competente e qualificato, non c&#8217;è alcuna fretta perché il parto avvenga entro e non oltre la data presunta, che ognuno di noi è a sé, che i bambini sanno quando nascere e le loro mamme come favorire questo processo.<br />
<div id="attachment_6396-2" style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6396-2" class="size-full wp-image-6396" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2017/06/IMG_20161105_153209-e1501683989773.jpg" alt="ostetrica-angelica-nucera" width="250" height="250" /><p id="caption-attachment-6396-2" class="wp-caption-text">Ostetrica Angelica Nucera</p></div><br />
<strong><em>Ostetrica Angelica Nucera<br />
</em></strong><strong>ostnucera@gmail.com<br />
</strong><strong><a href="https://www.facebook.com/gengy.skenk" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fb  Angelica Nucera</a><br />
</strong><strong>+39 340 417 3121<br />
</strong><strong><a href="http://www.ostetricanucera.wordpress.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.ostetricanucera.wordpress.com</a></strong><br />
Riferimenti bibliografici:<br />
linee guida per la gravidanza fisiologica a cura del Ministero della Salute, 2011<br />
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1436_allegato.pdf<br />
&nbsp;		</p>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2018 09:31:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acquisti per Mamma e Bimbo]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Negozi - mettere su acquisti mamma e bambino]]></category>
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		<title>Perché fare movimento in Gravidanza aiuta ad affrontare meglio anche il Parto</title>
		<link>https://www.mammeancona.it/movimento-gravidanza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2018 14:33:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi & Scuole - mettere su eventi e corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi attivi]]></category>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il corso di Preparazione Fisica Pre Parto proposto da Nascere in Movimento è una ginnastica dolce per tonificare, allungare e rilassare il corpo, che prevede anche un lavoro sensoriale per riconoscere i cambiamenti che avvengono durante la gravidanza ed esplorare zone di particolare importanza in questo periodo della vita della donna. Il corso si basa su Parto e Movimento® , un metodo di preparazione corporale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>				<img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7026 aligncenter" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2018/03/NIM_Preparto_MammeAncona.png" alt="movimento-mammeancona" width="600" height="300" /><br />
Il corso di <a href="https://www.nascereinmovimento.com/preparazione-fisica-pre-parto.html">Preparazione Fisica Pre Parto</a> proposto da <a href="https://www.nascereinmovimento.com/">Nascere in Movimento</a> è una ginnastica dolce per <strong>tonificare</strong>, <strong>allungare</strong> e <strong>rilassare</strong> il corpo, che prevede anche <strong>un lavoro sensoriale per riconoscere i cambiamenti che avvengono durante la gravidanza</strong> ed esplorare zone di particolare importanza in questo periodo della vita della donna.<br />
Il corso si basa su <strong><em>Parto e Movimento</em></strong>® , un metodo di preparazione corporale e sensoriale al parto – applicato da oltre 20 anni nel lavoro con le donne in gravidanza &#8211;  che mira a <strong>generare fiducia nella propria capacità di partorire</strong>, fornendo gli <strong>strumenti</strong> necessari <strong>per affrontare il parto in maniera attiva e consapevole</strong>.<br />
​Alle donne incinta proponiamo <strong>esercizi specifici per il bacino, la colonna vertebrale, il perineo, le anche e le spalle</strong>, e altri per coinvolgere queste zone nei movimenti globali del corpo. Sperimentiamo insieme <strong>le grandi risorse della respirazione, del contatto e del massaggio</strong> e <strong>l’importanza del movimento libero</strong> durante il travaglio.</p>
<h2><strong>In linea generale il corso serve a:</strong></h2>
<ul>
<li>prevenire o alleviare disagi tipici della gravidanza: mal di schiena, respiro corto, doloripelvici, etc.;</li>
<li>rendere la muscolatura del perineo flessibilee elastica;</li>
<li>sperimentare posizionie movimenti che facilitano la discesa del bebè nel canale del parto;</li>
<li>sostenere la mobilità del bacino che può essere di grande aiuto per il giorno delparto;</li>
<li>esplorare diversi modi di respirare in vista del travaglio;</li>
<li>sviluppare strategie per gestire il dolore.</li>
<li><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7027 aligncenter" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2018/03/NIM_PrePartoCollage_MammeAncona.png" alt="preparto-mammeancona" width="600" height="300" /></li>
</ul>
<p><strong>I corsi si possono frequentare dall’inizio fino alla fine della gravidanza</strong> e sono disponibili nelle seguenti tipologie, per venire incontro alle specifiche esigenze della mamma (e del papà):</p>
<ul>
<li>Preparazione Fisica Pre Parto:incontri di 60 minuti, una volta o due volte alla settimana;</li>
<li>​Incontri per la Coppiadurante il terzo trimestre di gravidanza;</li>
<li>Incontri Personalizzati(sia individuali per la donna sia per la coppia).</li>
</ul>
<p>I prezzi variano da <strong>€ 50 per 5 incontri di un’ora</strong> a <strong>€ 20 per i singoli Incontri per la Coppia.</strong><a href="https://www.nascereinmovimento.com/preparazione-fisica-pre-parto.html"> La prima lezione di prova è gratuita</a> (ad eccezione degli incontri per la Coppia).<br />
<strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-6813" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2018/02/LOGO-e1517840721521.png" alt="nascere-in-movimento-mammeancona" width="150" height="172" />Nascere in Movimento</strong><br />
Via Pasubio, 7 – Ancona<br />
Tel 380 6836371<br />
Email info@lasalastudiopilates.com<br />
Sito <u>www.nascereinmovimento.com</u><br />
Facebook https://www.facebook.com/nascereinmovimento/<br />
&nbsp;		</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nascere in Movimento, la libertà è la risorsa per mamme e bambini.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice Palazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2018 10:57:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>LA LIBERTÀ E LA RISORSA DEL “MOVIMENTO” PER MAMME, BAMBINI e FAMIGLIE.  Nascere in Movimento è un “percorso” per le donne insieme ai loro bebè, che promuove il movimento ed il contatto nel periodo perinatale &#8211; quindi prima, durante e dopo la nascita del bambino – e lo fa attraverso un lavoro corporeo e sensoriale, per &#8220;arricchire&#8221; l&#8217;ascolto delle sensazioni corporee della mamma ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6814 aligncenter" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2018/02/NIM_collage-e1517840770960.png" alt="Nascere in movimento foto mammeancona" width="600" height="600" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA LIBERTÀ E LA RISORSA DEL “MOVIMENTO” PER MAMME, BAMBINI e FAMIGLIE.</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.nascereinmovimento.com/">Nascere in Movimento</a> è un “percorso” per le donne insieme ai loro bebè, che promuove il<strong> movimento</strong> ed il<strong> contatto </strong>nel <strong>periodo perinatale</strong> &#8211; quindi prima, durante e dopo la nascita del bambino – e lo fa attraverso un <strong>lavoro corporeo e sensoriale</strong>, per <strong>&#8220;arricchire&#8221; l&#8217;ascolto delle sensazioni corporee</strong> della <strong>mamma</strong> ma anche del <strong>papà</strong> e della <strong>famiglia</strong> in contatto con il <strong>bebè</strong> e con l&#8217;ambiente che li circonda.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nascere in Movimento</strong> è stato creato nel 2016 da <a href="https://www.nascereinmovimento.com/mi-presento.html"><strong>Brenda Lasala</strong></a>, educatrice perinatale (<strong>Movimento Internazionale per il Parto Attivo</strong>), insegnante certificata del metodo “<strong>Parto e Movimento</strong>” e “<strong>Perineo, Integrazione e Movimento</strong>” di Nuria Vives Parès e master esperto in <strong>Ginnastica Addominale Ipopressiva</strong> del Prof. Caufriez; <strong>insegnante di Pilates</strong> e tecniche corporali presso il <a href="https://www.lasalastudiopilates.com/">Lasala Studio Pilates</a> (da lei fondato nel 2011); <strong>operatore professionale di massaggio bioenergetico dolce</strong>, allieva del Centro Studi Eva Reich di Ancona con cui prosegue annualmente la formazione e l&#8217;aggiornamento in <strong>Basic Bonding per operatore di bioenergetica dolce</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-6816" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2018/02/mani_nim_v2-e1517845530770.jpeg" alt="nascere in movimento locandina mammeancona" width="300" height="428" /></p>
<h3 style="text-align: justify;">Perché Nascere in Movimento?</h3>
<p style="text-align: justify;">Perché <strong>il movimento </strong>(da non intendersi come semplice “fitness”) <strong>è una manifestazione della vita</strong> che aiuta ad <strong>affrontare i cambiamenti fisici</strong> durante la gravidanza, donando <strong>benessere</strong>;<strong> prepara</strong> fisicamente al parto ed è una <strong>risorsa preziosa durante il travaglio ed il parto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il movimento aiuta durante il <strong>post-parto</strong> a <strong>ritornare in forma</strong> e, insieme al <strong>massaggio </strong>e al c<strong>ontatto</strong>, è un meraviglioso linguaggio da condividere con i bambini ed in famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nascere in Movimento è un centro in cui trovano ascolto i bisogni chinesici della donna durante la gravidanza ed un luogo tranquillo dove <strong>riprendere la muscolatura perineale e addominale dopo il parto</strong>, in un ambiente disteso, <strong>dove i bimbi sono sempre i benvenuti e le mamme hanno la opportunità di comunicare con altre mamme</strong>, ma non solo verbalmente, ed è infine uno spazio in cui fare due risate e confrontare i propri dubbi e perplessità tra un allungamento e un bel respiro, tra una tisana e un cambio di pannolino.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Corsi a tema</h3>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.nascereinmovimento.com/preparazione-fisica-pre-parto.html">Preparazione Fisica per la Gravidanza ed il Parto</a><br />
<a href="https://www.nascereinmovimento.com/preparazione-fisica-post-parto.html">Preparazione Fisica Post Parto</a><br />
​<a href="https://www.nascereinmovimento.com/ginnastica-addominale-ipopressiva.html">Ginnastica Addominale Ipopressiva (da 4 mesi in poi)</a><br />
​<a href="https://www.nascereinmovimento.com/perineo-e-movimento.html">Perineo e Movimento</a><br />
<a href="https://www.nascereinmovimento.com/massaggio-al-bambino.html">Massaggio al Bambino (da 0 a 9 mesi)</a><br />
​Percorsi personalizzati<br />
​Incontri con altri professionisti in ambito perinatale<br />
<a href="https://www.nascereinmovimento.com/giocodanzareg.html">Giocodanza (per bambini/e dai 3 ai 6 anni)</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.nascereinmovimento.com/"><strong class="alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-6813" src="https://www.mammeancona.it/wp-content/uploads/2018/02/LOGO-e1517840721521.png" alt="Nascere in movimento Logo mammeancona" width="150" height="172" />Nascere in Movimento</strong></a><br />
Via Pasubio, 7 – Ancona<br />
Tel 380 6836371<br />
Email info@lasalastudiopilates.com<br />
Sito <a href="http://www.nascereinmovimento.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.nascereinmovimento.com</a><br />
Facebook <a href="https://www.facebook.com/nascereinmovimento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.facebook.com/nascereinmovimento/</a><br />
Instagram https://www.instagram.com/nascere_in_movimento/</p>
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