Come possiamo sviluppare il linguaggio dei bambini, consigli per i genitori

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Come possiamo sviluppare il linguaggio dei bambini, consigli per i genitori

Vai all’intervista della Dott.ssa Marta Natalucci

Il cervello dei bambini non completa il proprio sviluppo durante la gestazione e nei primi anni di vita attraversa importanti processi maturativi, principalmente legati al consolidamento delle reti di comunicazione tra le cellule che lo compongono (i neuroni): le esperienze precoci influenzano la qualità dell’architettura del nostro cervello, stabiliscono se il sistema avrà nell’arco di tutta la vita delle basi robuste oppure fragili per l’apprendimento.

L’infanzia è perciò una fase di grande plasticità biologica che favorisce la progressiva acquisizione di competenze psicomotorie, emozionali e cognitive, competenze che sono anche influenzate dall’ambiente in cui il bambino cresce. Questo significa che il processo ambientale/educativo è direttamente responsabile dell’apprendimento delle competenze (motorie e sensoriali).

«Senza l’aiuto dei genitori il cervello del bambino non si sviluppa a pieno.» El País

Infatti durante la crescita il bambino modifica il proprio comportamento sulla base dell’esperienza mentre si consolidano e si perfezionano le capacità percettive degli stimoli visivi, dei suoni, dei sapori, l’acquisizione della postura eretta e la capacità di camminare, la capacità di comunicare con le espressioni del viso, i gesti e il linguaggio. Le informazioni che si ricevono passano attraverso i cinque sensi.

«È molto importante approfittare dei primi anni di vita di un figlio per stargli vicino e aiutarlo a sviluppare capacità cognitive ed emotive.

Non si tratta di sottoporlo a complessi programmi di stimolazione precoce né di iscriverlo al miglior asilo del circondario. Ogni gioco, ogni pianto, ogni passeggiata e ogni biberon rappresenta un’occasione per educare e potenziare il suo sviluppo cerebrale» Alvaro Bilbao.

Le prime forme di comunicazione e le prime esperienze sensoriali avvengono attraverso le cure materne, la madre mentre accudisce il bambino lo manipola e gli parla.

Inizialmente il bambino esercita i suoi organi fonoarticolatori: non emette veri e propri suoni ma comunica i bisogni primari essenziali attraverso il pianto.

Consigli per i genitori per sviluppare il linguaggio dei bambini

I comportamenti sia gestuali (i sorrisi, le smorfie, le posture) che vocali (vocalizzazioni, suoni di lallazione) prodotti dal bambino già dai primi mesi di vita vanno: INTERPRETATI, RINFORZATI, RIPRODOTTI.

In modo che essi assumano gradualmente per il bambino un significato affettivo ed un potere comunicativo preciso.

Intorno ai 3 mesi il bambino produce suoni con maggior varietà e questi suoni sono più simili a quelli linguistici. Il bambino impara ad ascoltare e quando una persona gli parla volta gli occhi o la testa e la guarda.

La voce altrui costituisce uno stimolo per le sue vocalizzazioni e si creano dei giochi condivisi tra adulto e bambino, basati sul suono.

Cercate sempre il contatto con gli occhi e parlate al vostro bambino utilizzando diverse tonalità: cantate ninna nanne, vivaci canzoncine in rima e raccontate storie. Le ninne nanne utilizzate dai genitori di tutto il mondo per consolare i bambini sono composte da contorni ampliati ma armoniosi e suoni ritmici lenti che promuovono l’attenzione congiunta, l’autoregolazione, l’attaccamento emotivo e il legame genitore-figlio.

Infatti tra la musica e il linguaggio ci sono molte analogie: entrambi condividono tono, timbro, tempi, intensità, hanno un profilo melodico e le strategie cerebrali utilizzate sono simili quando si ascolta musica o una lingua.

In questi primi mesi grazie al feed-back acustico il bambino diventa capace di controllare l’attività fonoarticolatoria ascoltando i suoni che egli stesso produce.

Questo ha un forte valore motivazionale, per cui i bambini sembrano emettere suoni per il piacere di poterli riascoltare.

Intorno agli 8-13 mesi compaiono i primi segni sistematici di comprensione di parole, che crescerà vertiginosamente nei mesi immediatamente successivi. In questo periodo il bambino comprende molto di più di quello che produce.

Passate del tempo insieme al vostro bambino facendo il verso degli animali con cui state giocando, insegnate al bambino ad imitare le vostre azioni, es. battere le mani, mimare baci e rappresentare con le mani canzoncine e filastrocche.

Verso i 9-12 mesi di vita, si può parlare di una vera e propria comunicazione intenzionale. In questa fase i Gesti rivestono un ruolo fondamentale nel processo di acquisizione del linguaggio.

Tanti più gesti fanno tra i 10-12 mesi…TANTE PIÙ PAROLE PRODURRANNO!

La comparsa dei gesti precede sempre le prime parole. Essi sono speso accompagnati da vocalizzazioni e poi verso i 12-13 mesi, da parole.

Usate il gesto, come salutare con la mano, indicare sulla guancia la bontà del cibo etc.

Gli scambi vocalici con l’adulto devono coinvolgere anche aspetti motori e visivi: questi sono indispensabili perché il bambino impari l’alternanza dei turni, la condivisione dell’oggetto, il contatto visivo su cui si basa la capacità di dialogo e la conversazione. Mano a mano che il bambino cresce organizza il proprio vocabolario e tra i 18 e 24 mesi avremo una vera e propria esplosione del vocabolario ed è proprio in questo periodo che il bambino inizia a combinare le prime parole.

È fondamentale utilizzare la strategia del modeling e fornire al bambino un modello corretto dal punto linguistico perciò non storpiate le parole e non pronunciatele nel modo in cui le pronuncia lui, ma riformulate nel modo corretto.

Al tempo stesso è necessario non fingere di non capire per “sforzare” il bambino. Non è la soluzione corretta: aumenta la consapevolezza di essere inadeguato, genera frustrazione e di conseguenza comportamenti di evitamento. Per stimolare il linguaggio del vostro bambino potete utilizzare discorsi che siano chiari e semplici da ripetere, cercate di parlare in modo rilassato e lento, ma senza scandire troppo le parole; commentate quello che state facendo, sollecitatelo a raccontare e dialogare.

Ascoltate il bambino quando parla, anche se mostra difficoltà, con attenzione e serenità, senza mostrare fretta, ansia e insofferenza.

“Sedetevi sul tappeto e giocate con il vostro bambino” El Mundo.

Il gioco insieme al gesto è un elemento imprescindibile per lo sviluppo del linguaggio. Il gioco simbolico e il linguaggio sono fenomeni paralleli ed entrambi si sviluppano mediante l’uso di simboli. Il gioco simbolico consiste nella rappresentazione di realtà non reali, stimola il pensiero astratto, la creatività, l’autocontrollo e l’abilità di soluzione di problemi. Il linguaggio consiste nell’uso simbolico convenzionale delle parole.

Giocate, giocate e giocate con il vostro bambino ma soprattutto divertitevi!

Tra i 24 e i 30 mesi ha inizio lo sviluppo della grammatica e il bambino inizia a comprendere parole come: sopra, sotto ecc.

DIVERTITEVI insieme al vostro bambino a creare la lista della spesa ritagliando le figure dai cataloghi pubblicitari e incollatele su un foglio oppure create un album di cose preferite o familiari, ritagliando immagini. Raggruppatele in categorie (cose da mangiare, giocare, vestire ecc.). Leggete insieme al vostro bambino un libro e descrivete le immagini.

Verso i 3-4 anni le frasi dei bambini iniziano ad essere complete e si sviluppano le capacità dialogiche e narrative. Per fare questo potete usare le fotografie di persone e posti familiari i ripetete quello che è successo o create una nuova storia. Utilizzate le situazioni familiari in cui il bambino deve compiere una scelta e verbalizzarla (es. “vuoi una mela o una banana?”).

Giocate con i pupazzi, i burattini fateli interagire tra loro e fate raccontare poi al bambino cosa è avvenuto. Chiedete l’opinione del bambino su alcune cose e quindi sollecitatelo ad esprime il perché la pensa in quel modo e favorite in famiglia un clima non competitivo ma collaborativo regolando il “traffico verbale”: rispetto del turno di ciascuno. Ogni qualvolta sia possibile, ponete domande che possano avere più di una risposta e attendete un attimo prima di rispondere al bambino mentre sta cercando di esprimersi (contribuirà a dare alla conversazione un andamento più tranquillo alla conversazione).

Il processo di acquisizione del linguaggio è graduale e anche se molti bambini condividono una serie di fasi che si succedono in un determinato ordine, “ogni bambino è diverso dagli altri perché in questo processo sono moltissime le variazioni individuali che riguardano non solo i tempi, ma anche i modi e le strategie di apprendimento”.

Dopo questa età lo sviluppo della comunicazione e del linguaggio non possono certo dirsi totalmente conclusi infatti continuano a registrarsi importanti cambiamenti per tutta la vita: si arricchisce il vocabolario, aumenta l’efficienza e l’accessibilità della grammatica ma soprattutto migliorano le abilità conversazionali e di racconto.

Dott.ssa Marta Natalucci

Logopedista

Cell. 3454729270

Email. martanatalucci93@gmail.com

BIBLIOGRAFIA
  1. “Il cervello del bambino spiegato ai genitori”, Alvaro Bilbao.
  2. “Viaggio nella funzione alimentare del bambino da 0 a 3 anni di età”, Antonella Cerchiari
  3. “Ipoacusia e sordità: intervento riabilitativo precoce” incontri formativi Eva Orzan,2018.
  4. Le tappe di sviluppo del bambini Ministero della salute
  5. “Manuale di neuropsicologia dell’età evolutiva” a cura di Giorgio Sabbadini,2011.
  6. “Nuova Manuale di Logopedia”, Adriana De Filippis Cippone,2012.
  7. “Parlare…giocando”, Claudia Azzaro,2014.
  8. “Master in neuropsicologia dei disturbi del neurosviluppo, Istituro rete-Centro Studi Erickson, 2017.
  9. “Il Gioco”, Francesco Mascellani, corso laurea in Logopedia.
  10. “Giochiamo con i fonemi”, Valentina Dutto,2014.
By |03-11-18|Categorie: Senza categoria|0 commenti