L’importanza del gioco per i bambini, Dott.ssa Marta Natalucci Logopedista

gioco per bambini

Parole giocose

In vista del Natale la Dott.ssa Marta Natalucci logopedista spiega in questo breve articolo, l’importanza del gioco per  bambini in modo da spronare Babbo Natale ha consegnare molti più giochi quest’anno.

Molto spesso nella società di oggi il gioco è ritenuto un’attività poco importante e poco rilevante nello sviluppo delle abilità dei bambini sempre più impegnanti in pomeriggi altamente strutturati e scanditi da tempi ben definiti.

Il realtà il gioco per i bambini è un’attività fondamentale in quanto insegna a muoversi a pensare ad immaginare e a parlare.

“Giocare non costituisce per il bambino una prestazione superflua ed effimera, ma rappresenta l’attività privilegiata, l’impegno più costante e continuativo nel tempo, l’esperienza trainante del vivere quotidiano”. (G. Polletta, 1994)

Il gioco insieme al gesto rappresenta una dei pre-requisiti fondamentali per lo sviluppo del linguaggio. Anche il gioco ha una sua evoluzione. Il bambino inizia con un GIOCO ESPLORATIVO nella primissima infanzia con la semplice manipolazione di oggetti. Poi passa ad un gioco FUNZIONALE e gli oggetti vengono usati sulla base di una specifica funzione. Successivamente osserviamo un GIOCO COMBINATORIO dove il bambino mette insieme gli oggetti impilandoli, battendoli, ponendoli l’uno dentro l’altro.

Infine il bambino acquisisce una forma raffinata di gioco il GIOCO SIMBOLICO. Il bambino è in grado di “far finta”.

Il gioco simbolico si sviluppa a 12 mesi e a questa età parallelamente i bambini iniziano a produrre le prime paroline.

Ma come si sviluppa il gioco simbolico?
Inizialmente il bambino è lui stesso il soggetto del gioco simbolico (es. fa finta di dormire). Inizia ad usare oggetti o giochi molto simili agli oggetti che è abituato ad usare (es. beve da una tazza giocattolo)

Fasi del Bambino nel gioco

A 18-24 MESI il bambino compie azioni di “far finta” su altri (es. spazzola i capelli di una bambola); può anche ripetere lo stesso schema su più personaggi.

A 24-30 mesi il bambino sviluppa la capacità di usare una sequenza di più azioni nell’ordine giusto (es. prepara e mangia il cibo) ed è in grado di interpretare il ruolo di un’altra persona (es. gioca a “fare la mamma”). In questo periodo dal punto di vista linguistico inizia a svilupparsi la grammatica e e il bambino inizia a produrre frasi via via più compresse.

Dopo i 36 mesi il gioco simbolico assomiglia sempre più ad una drammatizzazione: un gruppo di bambini collabora nello svolgimento di un tema nel quale essi assumono dei ruoli, seguendone le regole di comportamento.

Il gioco simbolico e il linguaggio sono fenomeni paralleli ed entrambi si sviluppano sull’uso di simboli.

Il gioco simbolico consiste nella rappresentazione di realtà non reali mentre il linguaggio si base sull’uso simbolico e convenzionale delle parole.

Anche lo sviluppo della frase segue lo sviluppo del gioco:

–              Nel gioco un personaggio svolge un’azione su/con un oggetto

–              Nella frase ritracciamo un soggetto, un predicato e un complemento.

Durante le terapie logopediche per qualsiasi problematica e con qualsiasi età cerco sempre di proporre le varie attività basandomi sul gioco. In questo modo è possibile coinvolgere non solo i bambini ma anche tutta la famiglia che parteciperà attivamente a casa al gioco del bambino in modo da favorire l’apprendimento e la generalizzazione di quanto fatto a logopedia.

Perciò Babbo Natale ricordati di mettere il sacco: il Memory, le Marionette, le Lego, la Pianola, i puzzle, i libri di Mukka Moka, i Colori, il Microfono etc.

Letture consigliate ai genitori: “Parlare..Giocando” di Claudia Azzaro Armando Editore

Marta Natalucci LogopedistaDott.ssa Marta Natalucci

Logopedista

Cell. 3454729270

Email. martanatalucci93@gmail.com

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