Consigli per i genitori: l’educazione emozionale

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Durante l’ infanzia si comunicano ai bambini alcuni messaggi fondamentali che possono determinare il corso di una vita, in realtà l’educazione emozionale comincia già nei primi istanti di vita.

L’ ambiente familiare è la prima scuola nella quale apprendiamo insegnamenti riguardanti il mondo emotivo, è qui infatti che impariamo come dobbiamo sentirci riguardo a noi stessi, quali saranno le reazioni degli altri ai nostri sentimenti, che cosa pensare su tali sentimenti e quali alternative abbiamo per reagire, e come leggere ed esprimere speranze e paure.

L’ apprendimento emozionale opera non solo attraverso le parole e le azioni dei genitori indirizzate direttamente al bambino, ma anche attraverso i modelli che offrono mostrandogli come essi gestiscono i loro insegnamenti e la loro relazione coniugale.

 

I tre comportamenti inadeguati più comuni messi in atto dai genitori, spesso involontariamente:

  • ignorare completamente i sentimenti del bambino,
  • notare i sentimenti ma lasciare che il bambino adotti qualsiasi strategia per gestirli anche lo scontro fisico,
  • essere sprezzanti, mostrando di non avere rispetto per i sentimenti del bambino, es. il bambino che cerca di dire la sua e il genitore che esordisce: “ non permetterti di rispondermi “

Gli scambi tra il genitore e il bambino, la loro tipologia e la loro ripetizione di alcuni messaggi per anni, faranno si che i bambini si formeranno un determinato nucleo di prospettive e capacità emotive, si creerà così delle aspettative riguardanti le relazioni con gli altri.

 

Ma quali passi può seguire un genitore per aiutare i propri figli a imparare a regolare le proprie emozioni in modo sano?

  • I genitori dovrebbero assumere il ruolo di “allenatore “, prendendo sul serio i sentimenti del figlio, cercando di comprendere i motivi del suo turbamento e tentando di aiutarlo a trovare un modo positivo per calmarsi.
  • Un altro fondamentale insegnamento emozionale è aiutare i bambini a distinguere i diversi sentimenti, ma non è sempre facile, ad esempio un padre desintonizzato dalla propria tristezza non potrà aiutare il figlio a comprendere la differenza fra il dolore per una perdita, il sentirsi malinconici quando si guarda un film drammatico, e la tristezza che assale il bambino quando accade qualcosa a una persona che ama.
  • Incoraggiare il bambino a parlare di cosa sente, trasmettendogli che non c’è nulla di sbagliato nel provare emozioni, ma che anzi, è naturale provarle.
  • Fungere da modello.
  • Insegnare ai bambini modi per calmarsi, es. “ fai tre respiri “, ecc…
  • Premiare gli sforzi del bambino nel gestire le proprie emozioni

Oltre all’ ascolto e alla vicinanza uno strumento utile per parlare di emozioni sono i libri. Vorrei consigliare a voi lettori due strumenti molto validi.

Il grande grosso libro delle emozioni di Mary Hoffman e Ros Asquit, Lo Stampatello, dai 6 anni in su e per i più piccini consiglio “ I colori delle emozioni”, Anna Lleanas, Gribaudo 2014, dai 3 ann di età.

Dott.ssa Federica Natalucci Psicologa

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Email federicanatalucci@virgilio.it

P.G. Garibaldi 7 Chiaravalle 

Fb: Dott.ssa Federica Natalucci Psicologa

 

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