E se arriva un fratellino? I vortici di emozioni dalla parte dei bambini

aspetto un fratellinoQuando in una famiglia è in arrivo un nuovo bambino per il primogenito inizia un periodo di fortissimo turbamento, la sua mente si riempie di domande e di paure su come sarà il futuro, su come dovranno dividersi l’amore dei genitori, le attenzioni, i giochi, gli spazi…insomma un vero e proprio uragano!

I piccoli pensano d’istinto che tutto l’amore della mamma e del babbo andranno all’altro bimbo appena nato e questo crea in loro curiosità ma anche emozioni di aggressione o regressione…che fare quindi?

Manteniamo la calma ed evitiamo di dare etichette!

I sentimenti e le emozioni provate sono del tutto normali e quello che noi percepiamo come ostilità non è un’emozione rivolta al neonato ma una richiesta di rassicurazione fatta a noi genitori alla quale siamo tenuti a rispondere positivamente, senza rimproveri né condanne, senza usare frasi come “ormai sei grande, devi capire…”, ma dialogando, parlando di quello che il figlio maggiore prova, aiutandolo ad esternare le emozioni ed accogliendo con pazienza e comprensione tutti i suoi dubbi, anche se ai nostri occhi possono sembrare sciocchi.

Cerchiamo di non far coincidere con la nascita del fratellino/sorellina altri cambiamenti importanti (togliere il pannolino, il ciuccio, inserimento a scuola, trasloco…) e dedichiamoci con qualche mese di anticipo alla preparazione della cameretta facendo partecipare il primogenito, per quanto possibile, ai preparativi.

Facciamo preparare un regalino di benvenuto che i fratelli potranno scambiarsi al momento della nascita, daremo modo al primogenito di creare un primissimo legame con il neonato.

Nel caso in cui il neonato nasca in ospedale e questo ci costringa a dei giorni di degenza, prepariamo dei pensierini da parte nostra che il più grande possa aprire soltanto andando a casa: questo lo aiuterà a tollerare il distacco da noi e ad evitare che sia troppo doloroso il pensiero di andare via e lasciarci con il neonato.

Una volta a casa cerchiamo di coinvolgerlo nell’interpretazioni delle emozioni del neonato, facendoglielo toccare (la vicinanza fisica tra i piccoli è uno dei modi migliori per stabilire l’affettività) e dedicandogli almeno 20 minuti al giorno esclusivi in cui saremo solo a sua completa disposizione (niente tv e cellulari spenti!!).

Leggiamo insieme libri a tema (“Aspetto un fratellino” di Marianne Vilcoq, ad esempio per i più piccini) e cerchiamo creare un clima di amore e accoglienza, bloccando le aggressioni ma abbracciando fisicamente e psicologicamente quello che ci porterà in nostro primogenito.

L’amore non si divide, raddoppia!

Dott.ssa Benedetta Romagnoli

psicologa e psicoterapeuta

benedetta.80@virgilio.it

Cell 3398371406

Riceve presso gliAmbulatori in via d’Ancona 50 e in via Adriatica 50 ad Osimo

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