I bambini e l’inglese, quando come e perché

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Quante volte su internet o in TV ci imbattiamo nell’ennesimo sondaggio riguardante la conoscenza dell’inglese come seconda lingua in Europa o nel Mondo; sondaggio in cui l’Italia fa una figura non proprio ottima in confronto ai i suoi colleghi europei?

Ti sei mai chiesto significa questo in termini concreti e che effetti può avere sul futuro del tuo bambino?

Un’organizzazione internazionale ogni anno effettua una ricerca su questo argomento coinvolgendo circa 950 mila adulti da 72 Paesi diversi, per poi calcolarne il cosiddetto EPI – English Proficiency Index, ossia la capacità di comunicare in inglese. Quello che è interessante è che i ricercatori hanno notato diverse tendenze positive nei Paesi con un alto coefficiente di EPI; in particolare, in questi Paesi:

-la qualità della vita è più alta e il reddito pro capite è maggiore;
-la spesa per l’istruzione è più alta;
-si notano un maggiore dinamismo e spinta all’innovazione all’interno delle aziende, elementi che spesso si concretizzano in una maggiore competitività sul mercato internazionale.

Qui viene naturale chiedersi se nasca prima l’uovo o la gallina, ossia se i Paesi con un EPI alto, avendo anche un reddito pro capite maggiore, hanno anche cittadini più preparati linguisticamente o se è proprio la conoscenza delle lingue che contribuisce alla crescita del PIL. Noi, senza essere sondaggisti, possiamo credere che entrambe le affermazioni siano plausibili: la conoscenza dell’inglese permette di relazionarsi senza difficoltà a clienti e colleghi esteri e di cogliere in anticipo le tendenze del mercato globale. Questo comporta una maggiore competitività e, alla lunga, un reddito più alto.

Una delle cose da fare per migliorare la vita di un Paese – o, nel nostro piccolo, di nostro figlio – è sicuramente migliorarne l’inglese.

Come puoi aiutare tuo figlio ad apprendere la lingua inglese?

Iniziare il prima possibile.
Il cervello del bambino è molto più aperto all’assimilazione di suoni e la loro memoria è eccezionale. Un corso di Kindermusik a partire dai tre anni è l’ideale per iniziare ad avvicinarsi alla lingua senza stress.
Mostrargliela come un gioco, non un dovere. Imparare le lingue è divertente! Cartoni animati e applicazioni in lingua (senza esagerare e sotto supervisione) sono un ottimo mezzo per unire l’utile al dilettevole. Se la lingua è associata ad un’emotività positiva ha molte più probabilità di essere ricordata. Questo è uno dei pilastri del metodo comunicativo, utilizzato a IH Ancona|Jesi.

Non tradurre.
Il bambino deve imparare ad associare la parola in lingua ad un oggetto/concetto, non ad una parola in italiano. In questo modo la sua mente evita un passaggio inutile e non dà inconsciamente una preminenza all’italiano.

Abitualo al multilinguismo.

Non esistono solo italiano e inglese, ma una moltitudine di altre persone che parlano altre lingue, con cui possiamo comunicare attraverso l’inglese. Cartoni animati giapponesi, programmi per bambini in spagnolo, tutto va bene: soprattutto se il bimbo è piccolo, vedrete che sarà meno disturbato di quanto pensiate dal fatto che ‘non sa la lingua’: dopotutto, è questione di tempo!

Affidati ad un professionista.
Se vuoi assicurarti che tuo figlio da adulto ottenga un livello avanzato affidati ad una struttura ben organizzata. Anche qui attenzione sulla scelta: non stiamo parlando di un aiuto nel fare i compiti o del babysitting in inglese ma di un vero e proprio percorso linguistico che porti il bambino dal punto in cui è ora ad un punto definito in tempi chiari e precisi. Essere madrelingua non basta: occorre un vero e proprio insegnante esperto di didattica e capace di redigere un programma e allo stesso tempo di saper coinvolgere i bambini nello studio della lingua. Se un centro linguistico è certificato Aisli (Associazione Italiana Scuole di Lingue) e/o IHWO (International House World Organisation) puoi stare tranquillo/a che la scuola viene ispezionata regolarmente da esperti e deve sottostare a rigidi criteri di qualità per garantire al cliente la massima affidabilità.

Da Victoria International House puoi trovare docenti con certificazione CELTA, una direzione didattica che coordina il lavoro degli insegnanti, un front office aperto sei giorni su sette e un’organizzazione presente sul territorio da vent’anni e in possesso di numerosi riconoscimenti sulla qualità della loro didattica.

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