5 cose da sapere sull’autosvezzamento, Dott.ssa Ilenia Paciarotti Nutrizionista

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 1   Che cos’è

L’ autosvezzamento è una pratica di svezzamento in cui il bambino si alimenta da solo sin dall’ inizio che si basa sul principio: ‘mangio come mamma e papà’

I genitori che seguono questo approccio non offrono pappe o brodini ma offrono al bambino lo stesso cibo di mamma e papà, sminuzzato per facilitarne la masticazione o in forma di bastoncini o striscette da mordere e masticare che il bambino porterà alla bocca da solo.

2 Quali sono i principi dell’ autosvezzamento?

Il razionale dell’auto svezzamento è che i bambini non vengono svezzati ma si svezzano da soli e non hanno bisogno di essere imboccati con pappe e omogeneizzati ma possono mangiare cibi di consistenza più corposa come i finger food. I cibi consentiti dall’ autosvezzamento seguono le linee guida stabilite dall’ ESPGHAN e quindi sono di gamma più ampia rispetto allo svezzamento classico. In questo modo i piccoli possono nutrirsi da soli ed instaurare una relazione sana con il cibo.

 3 Quando e Come iniziare

L’ autosvezzamento non può essere iniziato prima del sesto mese di vita del bambino. I segnali chiave per capire che il bambino è pronto sono elencati qui sotto:

  • Il bambino riesce a stare in posizione seduta,
  • Il bambino è coordinato e può afferrare oggetti e portarli alla bocca accuratamente,
  • Il bambino ha perso lo stimolo dell’estrusione ossia quando introduce il cibo in bocca lo mastica invece che sputarlo fuori automaticamente.

Ad ogni pasto vanno offerti al bambino cibi sani e nutrienti consentiti. Se si decide si seguire l’autosvezzamento come pratica di svezzamento si consiglia di iniziare con cibi facili da tenere in mano e non troppo scivolosi, come per esempio broccoli bolliti, bastoncini di carote bollite, bastoncini di patate ecc. (Baby Led Weaning). Queste ultime possono essere tagliate a bastoncini di 5 cm per facilitarne il consumo. Le verdure vanno offerte cotte per facilitarne la masticazione. Oppure si possono offrire cibi già sminuzzati per facilitare la masticazione (Piermarini). Va ricordato che  all’ ottavo mese il 75-80% delle calorie giornaliere dovrebbe ancora provenire dal latte e quindi non bisogna avere fretta nel sostituire i pasti lattei con quelli solidi ma bisogna quindi rispettare i tempi del bambino.

4   Cosa possono mangiare i bambini svezzati dopo il sesto mese

I bambini svezzati dopo il sesto mese possono mangiare tutto tranne che i cibi elencati qui sotto (che potranno invece essere inseriti dopo l’anno di vita): miele, zucchero aggiunto, sale, frutta secca intera (per pericolo di soffocamento, frutta secca in forma di polveri o burro va bene), uova crude, formaggio non pastorizzato e /o con muffe, crostacei crudi, carne e pesce affumicati (incluso prosciutto, cotto, crudo ecc.).

5 Gli errori più comuni

L’ errore più comune è quello di credere che praticando l’autosvezzamento sia possibile offrire al bambino ogni sorta di cibo presente nella tavola dei genitori. Niente di più sbagliato.

Con lo svezzamento inoltre si istaurano le abitudini alimentari che il piccolo si porterà per il resto della sua vita. Se non si seguono le linee guida per una corretta e sana alimentazione il bambino crescerà già con delle abitudini alimentari scorrette (predisposizione al gusto dolce o salato) e sarà ad elevato rischio di obesità e malattie croniche in età adulta.

Quindi è importante ricordare che si possono offrire al bambino una varietà di cibi sani ma che comunque rispettino le linee guida per l’alimentazione infantile e una sana e corretta alimentazione.

Il mio punto di vista:

Come alcuni di voi già sanno, vivo nel Regno Unito dove mi sono formata sia come scienziata che come mamma. Quando ho iniziato a lavorare in Italia mi sono resa conto di come ci sia ancora molta confusione su quello che deve mangiare il bambino in questa fase.

Negli anni la scienza è avanzata e si è dimostrato che le tecniche di svezzamento classico, in voga fino agli anni 90, dove si introduceva il cibo solido al quarto mese e si escludevano i cibi potenzialmente allergogenici (svezzamento classico fatto con brodini vegetali e mela grattata per intenderci) non sono adeguate alla tutela della salute del bambino. Si è infatti stabilito che è importante introdurre una gamma di cibi più ampia, che include anche cibi allergogenici come fragole, kiwi, glutine uova ecc. (bambini svezzati dopo il sesto mese) per diminuire il rischio per malattie atopiche, allergie ecc.

Molte mamme italiane credono che l’unica alternativa allo svezzamento classico sia l’ autosvezzamento, ma spaventate da questa pratica (in particolare per la paura del soffocamento) scelgono  di seguire lo svezzamento classico  limitando quindi la gamma dei cibi introdotti in questa fase cruciale nella vita del bambino.

Da nutrizionista credo che la priorità sia seguire le linee guida moderne ESPGHAN sulla qualità del cibo offerto durante lo svezzamento, al fine di tutelare la salute del bambino e di stabilire sane abitudini alimentari.

Per questo ritengo essenziale educare le mamme sulla necessità di seguire le linee guida moderne anche senza aderire completamente alle tecniche dell’autosvezzamento. Questo può essere fatto offrendo una vasta gamma di cibi ma in consistenze e modalità che siano accettate sia dalla mamma che dal bambino. Per esempio, se la mamma non si sente di offrire al bambino il cibo sminuzzato ma vuole usare consistenze più morbide nelle fasi iniziali può farlo, l’essenziale è introdurre i cibi consigliati dalle linee guida ESPGHAN.

Per concludere,il concetto dell’autosvezzamento:’mangio come mamma e papà’ è un concetto meraviglioso in cui credo e con sui ho cresciuto mio figlio ma che al contempo mi preoccupa. La qualità attuale della dieta italiana è in declino e mi capita spesso di vedere famiglie che autosvezzano con cibi non adatti quindi:
Mangio come mamma e papà! Ma per favore mamma e papà evitate di mangiare cibi troppo salati, zuccherati, raffinati, processati e non adatti a me!

28450204_10159994785150282_1611170574_nDott.ssa Ilenia Paciarotti Nutrizionista

Biologo Nutrizionista
Esperta in nutrizione clinica, sportiva e pediatrica
Via Giannelli 36 Interno 8
60123 Ancona
Tel. 391 123 6797
Numero Iscrizione all’ Ordine dei Biologi AA_076357
dr.ssaileniapaciarotti@aruba.it
https://www.facebook.com/nutritiovitae.it
http://www.nutritiovitae.it/

Altri Articoli sull’Autosvezzamento Esperienze di Mamme di Ancona 

  • Lucio Piermarini

    Gentile dottoressa

    Quello che viene descritto è più Baby Led Weaning che autosvezzamento (o
    più propriamente, Alimentazione Complementare a Richiesta, ACR). La
    distinzione non è solo lessicale ma di contenuti. L’ACR prevede categoricamente l’uso
    delle posate, in quanto parte del processo di imitazione che sta alla
    base del cambiamento progressivo dell’alimentazione, senza alcuna
    offerta di cibo manipolabile (aspetto molto limitante la varietà) ma
    semplice adeguamento di quello che si trova a tavola per tutti. Inoltre
    non esiste alcuna dimostrazione scientifica che pasticciare col cibo
    (per non menzionare lo stress) ne faciliti l’accettazione. Nessuna
    obiezione se invece di chiamare quanto presentato “autosvezzamento” lo
    avesse chiamato BLW. Infine, l’alimentazione complementare (e non svezzamento) non si inizia, ma la inizia il bambino,

    Ci sarebbe molto altro da dire ma non è questa la sede più appropriata,

    Cordiali saluti

    Lucio Piermarini

    • Ilenia Paciarotti

      Gentilissimo Lucio Piermarini,
      La ringrazio per il suo commento, per i punti di discussione da lei sollevati ed i suoi suggerimenti.
      Mi sono resa conto che la prima stesura era forse poco chiara ed ho quindi apportato alcune modifiche ma il concetto che volevo esprimere non cambia. Ho inoltre fatto tesoro dei suoi suggerimenti e cambiato alcune cose.
      Credo però che sia opportuno chiarire che per autosvezzamento intendo (e in genere si intende) il baby led weaning (BLW) in quanto la letteratura scientifica (anche studi italiani) e i vari articoli italiani in materia utilizzano questa definizione, ma a scanso di equivoci ho eliminato la parte del cucchiaino in quanto comunque marginale al punto che volevo esprimere ( e che personalmente credo un po’ eccessiva) .
      Da nutrizionista, il mio focus è più sulla qualità della dieta piuttosto che sulla modalità con cui il bambino si nutre. Questo perché il mondo reale spesso è molto lontano dalla teoria e nella mia pratica quotidiana vedo tantissime realtà: bambini cresciuti a pappine fino al terzo anno a cui l’ uovo viene introdotto al secondo anno di età , e bambini svezzati al sesto mese a pizza bianca con chicchi di sale grossi come le loro unghie e a pappardelle al cinghiale in totale assenza di verdure.
      Come lei stesso ha giustamente sottolineato, non esiste nessuna evidenza sul beneficio del pasticciare con le manine e come detto sopra condivido l’ uso del cucchiaino, ma al contempo non esiste ancora nessuna evidenza che dimostri che la pratica dell’ autosvezzamento ( intesa come BLW in quanto le pubblicazioni internazionali lo chiamano così) porti più benefici che seguire semplicemente le linee guida ESPGHAN. E’ anche vero però che ancora non ci sono dati longitudinali per trarre delle conclusioni e questa è una verità al momento sconosciuta sia a lei che a me.
      La mia opinione sull’ autosvezzamento o BLW l’ ho espressa nel mio articolo e credo che come in tutte le cose non esista una realtà assoluta e che invece di promuovere l’ autosvezzamento come unica alternativa allo svezzamento classico ed obsoleto, sia nostro dovere educare sulle varie opzioni e sulle nuove linee guida per una corretta alimentazione infantile. Non perché l’ autosvezzamento sia scorretto, ma perché non tutti sono in grado o vogliono seguirlo.Le famiglie che non vogliono seguire l’ autosvezzamento quasi non hanno scelta e finiscono quindi con lo svezzare con pratiche nutrizionali inadeguate.
      Il problema a parere mio è a monte, nel Regno Unito dove vivo, per esempio, problematiche come queste vengono gestite a livello nazionale. Quando vengono pubblicate nuove linee guida (come per esempio la posticipazione dello svezzamento al sesto mese consigliata dalla OMS) i comitati esperti in materia analizzano l’ evidenza scientifica e poi emettono delle linee guida nazionali a cui tutti i professionisti si devono adattare e a seguito del quale spesso parte una campagna di sensibilizzazione. Se le interessa può guardare il materiale sullo svezzamento disponibile in Scozia. In Italia i bambini sono svezzati a discrezione del pediatra (giustamente) ma spesso le informazioni offerte al paziente sono datate e i pazienti sono sempre più confusi.
      Come ha detto lei si potrebbe parlare per ore, se ha piacere possiamo continuare a scambiarci opinioni via email, altrimenti la saluto e la ringrazi per suoi i spunti di riflessione .
      Ilenia

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